1138: ultimi tentativi

Continua, più che mai avventurosa, la navigazione in Parlamento (ancora al Senato e in Commissione dove “giace” da anni!) del “famigerato” disegno di legge 1138 sull’emittenza.

Famigerato non tanto per il contenuto (su cui ognuno la può pensare, evidentemente, come crede) quanto per l'iter incredibilmente lungo, tormentato e inconcludente.

Ora siamo a fine Legislatura ed è arrivata l'ora delle decisioni definitive.

L'aria che tira è quella di un abbandono del provvedimento, che difficilmente, anche in caso di un'effettiva approvazione al Senato, potrebbe essere "licenziato" anche dalla Camera entro pochissimi mesi.

Tuttavia le grandi manovre sono ancora in corso e, dopo che "è passata", non senza contrasti, la parte sulla Rai e sul digitale, si è arrivati al nodo cruciale della pubblicità, ovvero degli affollamenti da prevedere sulle reti private e sulla Rai.

L'ultimo emendamento presentato dal Governo ha previsto, a questo proposito, due tipi di limiti di affollamento per le reti televisive private (per la Rai il problema è stato rinviato all'eventuale revisione della Convenzione con il Ministero delle Comunicazioni), distinguendo fra Tv nazionali concessionarie ed emittenti eccedenti i limiti antitrust (come Rete 4, che dovrebbe avere un affollamento minore e in qualche modo verrebbe "penalizzata", in vista del satellite).

Dura, come prevedibile, la reazione di Forza Italia. ''Le proposte emendative del governo - ha detto Massimo

Baldini, capogruppo azzurro in Commissione Comunicazioni - costituiscono una strumentale provocazione per impedire l'approvazione del ddl 1138".

Fra un rimpallo e l'altro di responsabilità, comunque, il risultato finale non cambia.

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