1300 precari saranno assunti dalla Rai

I precari verranno assunti a scaglioni entro il 2014, in base ad un recente accordo seguito ad un negoziato tra azienda e sindacati.

La "grande famiglia" Rai che conta già circa 13.000 dipendenti si arricchirà di 1.300 nuovi "figli". La Rai e le associazioni di categoria (Snater, Ugl, Libersind, Slc, Fistel e Uilcom) sono arrivati ad un accordo per l'assunzione a tempo indeterminato di 1.300 precari e per aprire la strada verso la regolarizzazione (ma con modalità differenti) per gli ulteriori precari impegnati con la Rai e con le aziende che fanno parte del gruppo.

La situazione prima dell'accordo era questa. La legge 247 del 2007 prevede che i precari che abbiano raggiunti i 36 mesi come contratti a termine, una volta firmato un nuovo contratto a termine, debbano essere assunti a tempo indeterminato (una volta scaduto l'ultimo contratto a termine). Per questo motivo l'azienda pubblica si era astenuta dal richiamarli e dal proporre loro contratti a termine, tenendoli in sospeso.

Con l'accordo, invece, si prevede l'assunzione, spalmata fino al 2014, dei precari che hanno i 36 mesi di cui sopra. Si considera poi l'inserimento nel bacino B (sola garanzia di lavoro con contratto a termine) di circa altri 400 lavoratori; i lavoratori del bacino B dovrebbero poi "scivolare" nel bacino A, maturati anche qui i 36 mesi (ma per questo aspetto è previsto un successivo incontro tra le parti).

Tornando ai 1.300, verranno assunti gradualmente entro il 2014. Un gruppo di programmisti del bacino 2005 verrà assunto entro marzo 2009; 197 precari entro il 2010; un altro gruppo, ben 1100 lavoratori, tra marzo 2010 e marzo 2014, in quattro scaglioni (circa 220 precari entro marzo 2010 e altrettanti entro marzo 2011, marzo 2012, marzo 2013 e marzo 2014). Verranno assunti a tempo indeterminato i precari che rientrano nell'accordo e che hanno fino a 58 anni.

Le assunzioni riguardano programmisti, assistenti ai programmi o alla regia, montatori e operatori di ripresa di tutte le sedi Rai, oltre che dei Centri di Produzione di Milano, Torino, Napoli, e delle reti Radio e Tv.

Pubblica i tuoi commenti