2016: il bilancio di Confindustria Radio Tv

Nell’ultima newsletter dell’anno Franco Siddi, presidente di Confindustria Radio Tv, traccia un bilancio, corredato da molti dati, sull’anno che si va a chiudere per ciò che riguarda il mondo della Radio, della Tv e dei media in generale.

Ecco, parzialmente, quanto comparso, appunto a firma di Franco Siddi (nella foto), su ‘Radio Tv News’ di Confindustria Radio Tv:

 

“Il 2016 si chiude consolidando i segnali di timida ripresa che già si erano manifestati nel 2015: il quadro macroeconomico registra per il terzo trimestre 2016 uno 0,9% di crescita del PIL rispetto allo stesso periodo del 2015…

Gli andamenti macroeconomici, come noto,influenzano fortemente gli investimenti pubblicitari: dal 2015 in Italia si registra un’inversione di tendenza per il totale mezzi (+ 2,2% rispetto al 2014), la resilienza della Radio, primo fra i mezzi tradizionali a recuperare dalla crisi (+ 8,8%).

Nei primi 10 mesi del 2016 (tuttavia) la Radio rallenta (+ 0,2% sul periodo analogo del 2015), la Televisione viceversa segna addirittura un + 6,4%: ma è un anno pari, di Olimpiadi e Europei, il consuntivo potrebbe presentare valori più contenuti. Soprattutto, gli investimenti pubblicitari sono ben lontani dai livelli pre-crisi (tra il 2008 e il 2015 - 19,5%, mancano circa 1 miliardo 850 milioni di euro, e ci riferiamo al perimetro “esteso” di Nielsen). E la crescita avviene principalmente ad opera dell’online, secondo mezzo in Italia con circa il 30% degli investimenti pubblicitari nel 2016, quota raggiunta in meno di un decennio a scapito dei mezzi tradizionali…

L’elaborazione dei dati di bilancio effettuata dal nostro ufficio studi… permette di approfondire gli andamenti a livello di imprese del settore radiotelevisivo (broadcaster e operatori Tv). Anche i conti delle aziende televisive a consuntivo 2015 registrano una timida ripresa (+ 2% dei ricavi totali nel 2015) trainata dalla maggiore risorsa, la pubblicità (33% dei ricavi totali), mentre i ricavi pay appaiono stabili e il canone del servizio pubblico in aumento: per quest’ultimo tuttavia si attendono risultati certi dal nuovo sistema di riscossione avviato la scorsa estate.

Anche dai bilanci quindi risulta un sistema complessivamente in leggera ripresa, ma ben al di sotto dei livelli pre-crisi (- 8,4% dal 2011 i ricavi Tv totali, - 24% i ricavi pubblicitari). L’analisi dei bilanci indica inoltre una redistribuzione delle risorse pubblicitarie alla nuova offerta multichannel (sul DTT ha raggiunto la quota del 18% dei ricavi pubblicitari complessivi delle società) e sostenuti livelli occupazionali nonostante la crisi (- 2% negli ultimi 5 anni).

Questo il quadro a livello nazionale. Per il comparto locale, Radio e Tv, si contraggono i ricavi complessivi, ma in misura minore i ricavi medi per impresa. Soprattutto, si contrae il numero degli operatori e dei livelli occupazionali e a soffrire sono soprattutto le imprese più strutturate. Le difficoltà dell’emittenza locale richiedono un intervento sistematico di riforma che premi le imprese che realmente fanno informazione, intrattenimento e occupazione sul territorio, come più volte sottolineato da CRTV…

Il 2016 ha visto operazioni di consolidamento anche infra-settoriali, e l’affacciarsi di nuovi operatori sul mercato italiano ed europeo. L’anno ha visto molti passaggi importanti a livello normativo: l’approvazione della legge cinema che riforma il sistema dei contributi per la produzione cinematografica e audiovisiva; la legge editoria, particolarmente importante per l’emittenza locale, con l’Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione…

L’anno si chiude in questi giorni con il decreto di recepimento della direttiva sulla gestione dei diritti d’autore e collettivi, un tema su cui si gioca la funzionalità e la trasparenza dei rapporti con i creatori delle opere, che ci è particolarmente a cuore…

Il 2017 vedrà maturare questi ed altri dossier, anche a livello nazionale, come quelli relativi alla concorrenza e alla fiscalità, tutti temi cruciali per lo sviluppo di un (eco)sistema digitale sano.

Confindustria Radio Televisioni… ribadisce il proprio impegno nel promuovere il settore radiotelevisivo nel suo insieme: pubblico e privato, free e pay, emittenti, gruppi, editori e operatori di rete, nazionali e locali. Un patrimonio imprenditoriale, occupazionale, di know how, talenti e asset centrali nella filiera dell’industria culturale per il quale l’Associazione richiede che siano garantite condizioni eque per competere e adeguate tutele ai diritti individuali e di impresa…”.

 

In allegato alla newsletter c’è poi lo studio ‘Mercato nazionale Tv e Radio 2015-2016’, un utilissimo riepilogo di fatti, situazioni e dati. Fra le altre cose apprendiamo che “nel 2015 il valore complessivo dei ricavi Tv generati dalle principali società o gruppi societari operanti nel settore televisivo a livello nazionale (broadcaster + operatori di rete), ammonta a oltre 8,8 miliardi di euro, in crescita di oltre 170 milioni (+ 2,0%) rispetto all’anno precedente (8,7 miliardi di euro circa nel 2014)…

Nel 2015 i ricavi pubblicitari riprendono a crescere, attestandosi a poco più di 2,9 miliardi di euro (+ 0,2% rispetto al 2014).

Negli ultimi 5 anni, il mercato pubblicitario registra (però; N.d.R.) un calo complessivo di oltre 900 milioni di euro (- 24,2% rispetto al 2011), con le maggiori cadute nel 2012/13. La raccolta pubblicitaria dei canali generalisti rappresenta il 70% dell’intero mercato (pubblicitario) mentre quella relativa ai canali specializzati sul DTT è pari al 18% (in crescita del + 80% rispetto al 2011)…

Nel 2015 il numero complessivo degli occupati alle dipendenze delle imprese televisive nazionali ammonta a circa 24,4 mila unità (- 1,9% rispetto al 2011 con circa 24,8 mila) di cui circa 11,4 mila nel solo settore privato (47% sul totale)”.

Per la Radio, invece, “nel 2015 il valore complessivo dei ricavi generati dalle principali società o gruppi societari operanti nel settore radiofonico a livello nazionale, ammonta a poco più 410 milioni di euro, in crescita di 22 milioni (+ 5,7%) rispetto all’anno precedente (388 milioni di euro circa nel 2014)…

Negli ultimi 5 anni (però) il mercato radiofonico ha perso circa 30 milioni di euro circa (- 6,2% rispetto al 2011). Le concentrazioni societarie nell’ultimo biennio e le sinergie con il mondo televisivo dovrebbero consolidare maggiormente il valore economico in positivo…

Nel 2015 il numero complessivo dei dipendenti delle imprese radiofoniche nazionali ammonta complessivamente a oltre 1.300 unità (- 1,8% rispetto al 2011 con circa 1.360), di cui circa la metà nel solo settore privato”.

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