28 canali per le Tv locali nelle Aree 5, 6 e 7

Alla fine siamo al dunque anche per Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Ecco cosa è venuto fuori nel recente tavolo tecnico per queste Aree. Intanto sarebbe in arrivo l’attesissimo LCN per la Lombardia.

Partiamo dalla cronaca della giornata del 'tavolo tecnico' apparsa sul periodico Frt 'Radio & Tv Notizie':

«Venerdì scorso si è tenuto a Roma il tavolo tecnico per la pianificazione delle frequenze relative alle aree tecniche 5, 6 e 7 corrispondenti al Veneto (compresa la provincia di Mantova), Emilia-Romagna (escluse le province di Parma e Piacenza) e Friuli-Venezia Giulia.
Presenti al tavolo le 89 emittenti locali interessate dalle operazioni di Switch-off. Le imprese associate alla FRT sono state rappresentate dal Presidente Maurizio Giunco che ha esposto le principali problematiche del comparto e si è dichiarato moderatamente soddisfatto dalle soluzioni trovate per la digitalizzazione delle tre aree.
L'Agcom ha illustrato la proposta di pianificazione che, complessivamente, riserva alle Tv locali 28 canali (vedi elenco in coda all'articolo).
Lo switch-off dunque va avanti, come da programma, anche grazie al comportamento responsabile dell'Agcom, rappresentata al tavolo tecnico dall'Ingegner Vincenzo Lobianco, Direttore Reti e servizi di comunicazione elettronica, che ha accolto - anche se non pienamente - le istanze delle Tv locali operanti nelle suddette aree. Rimane il nodo delle frequenze non coordinate con i Paesi esteri.
Sul tema è intervenuto l'ingegner Francesco Troisi, Direttore Generale per la gestione delle frequenze del Ministero dello sviluppo economico - dipartimento alle comunicazioni, il quale ha reso noto che la scorsa settimana sono stati avviati i tavoli per il coordinamento delle frequenze con la Croazia e la Slovenia, dichiarandosi ottimista sul buon esito delle trattative».

Ed ecco il preannunciato «elenco dei canali riservati alle Tv locali nelle aeree tecniche 5, 6 e 7: 21, 22, 23, 27, 28, 29, 31, 32, 34, 35, 39, 41, 42, 43, 45, 46, 51, 53, 59, 59, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69».

Nonostante le rassicurazioni, comunque, in queste Aree tecniche ci deve essere stata una certa tensione, almeno stando a quanto riferisce il periodico on line www.newslinet.it:

«Il “Tavolo tecnico”, così chiamato da Agcom e Ministero per lo sviluppo economico - previsto in origine per il 5 novembre - si è svolto, come anticipato nel precedente articolo, venerdì 12 a Roma presso il cinema Capranichetta in piazza Montecitorio.
Gli ingegneri Vincenzo Lo Bianco e Francesco Troisi - rispettivamente dell'Agcom e del Ministero per lo sviluppo economico - hanno esposto, di fronte ad una platea meno numerosa di quanto si pensasse, quanto previsto per le aree quinta, sesta e settima (regioni Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e provincia di Mantova). Durante la riunione è stato presentato anche uno specchietto di massima con l'attribuzione dei canali - peraltro ancora da approvare - che ha suscitato non poche perplessità da parte degli intervenuti che, vista l'esperienza amara delle aree già sottoposte al ciclone numerico che meritava ben altri tempi e riflessioni più meditate, hanno assunto un atteggiamento decisamente diffidente rispetto a quello entusiastico iniziale che aveva coinciso con la digitalizzazione televisiva della Regione Sardegna.
L'accusa principale che si è udita maggiormente è stata quella di aver operato principalmente “a tavolino”… Su tutto aleggiavano i vizi di fondo dell'intera macro operazione che complicano terribilmente la vita dell'emittenza locale, investita non da uno ma da più problemi che uniti formano una miscela esplosiva destinata a far sentire i suoi effetti. Essi sono principalmente legati alla mancata adozione di un decoder unico…; alla mancata attribuzione dei numeri sui telecomandi (LCN); all'enorme offerta che sconcerta l'utenza spingendola inesorabilmente verso l'ascolto delle sole reti nazionali; alle difficoltà di ricezione dei segnali digitali in condizioni tecniche non ottimali; al gioco di attribuzione dei canali che hanno reso irricevibili (per la posizione delle antenne o altro) emittenti che in analogico avevano un loro mercato ecc.
Gravissimi inconvenienti che sicuramente i due citati ingegneri avranno prospettato a suo tempo - evidentemente inascoltati - ai politici e al mondo degli affari morbosamente interessati al digital divide. Non sono mancate anche considerazioni di carattere generale sulla esclusione dai “tavoli tecnici” delle associazioni radiotelevisive nazionali che hanno dovuto sottostare per poter intervenire alla pratica umiliante di presentarsi munite di lunghi elenchi di deleghe (in verità meno lunghi del tavolo precedente, posto che… diverse emittenti non hanno confermato la delega alla rappresentanza ad alcuni sindacati) facendo notare che sarebbe come se in sede contrattualistica nazionale, il Ministero del Lavoro fosse uso invitare singolarmente alcuni milioni di lavoratori e non direttamente le loro associazioni sindacali di categoria».

Intanto nella mega-riunione di lunedì a Milano con il ministro Romani, si è parlato, fra una celebrazione e l'altra dell'era della DTT, di due seri problemi: sull'asta per i canali 61-69 resta molta incertezza, anche per via degli sviluppi legati alla imminente crisi di Governo; per l'LCN, l'attesissima lista relativa alla Lombardia, che doveva essere pronta da settimane, sarebbe finalmente in arrivo. Questione di giorni, se non di ore.

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