31 gennaio 2007: chiude Gay Tv

Brutta notizia per gli estimatori del canale satellitare di impronta gay: dopo tante speranze deluse, sembra giunta l’ora della resa dei conti e della chiusura. Ma dato che la data annunciata per l’infausto evento è il 31 gennaio 2007, resta ancora qualche speranza…

"Per 5 anni abbiamo creato più di 60 programmi, affrontato argomenti spinosi, lavorato insieme per far conoscere al mondo cosa volesse dire la parola omosessualità. Per 5 anni abbiamo creduto nelle nostre capacità, nella forza di un valore, nella volontà di spiegare a più persone possibile cosa significasse la parola libertà. Per 5 anni ci siamo documentati, abbiamo imparato per primi, abbiamo dato spazio a chi la parola non l'aveva. Abbiamo aperto una finestra sul mondo: lo abbiamo fatto con il nostro linguaggio, nella speranza che le parole usate fossero comprensibili a tutti. Abbiamo parlato al mondo gay e a quello etero indistintamente, convinti del valore che ha la parola uguaglianza. Abbiamo creduto nell'amore, nell'affetto e nell'amicizia. Abbiamo cercato di emozionarvi e ci siamo emozionati. Abbiamo lottato per voi e insieme a voi. Tutto questo è costato fatica e non solo. Noi abbiamo investito, altri no. 31 gennaio 2007: Gay tv... off".

Questo il testo di uno spot presentato in diretta da Massimo Scolari, editore di Gay Tv, e trasmesso durante il "reality talk show" 'Open Space' (cui la nostra rivista, nel numero di dicembre, dedica un ampio servizio). La notizia è proprio questa: Gay Tv si appresta a terminare la propria "missione" televisiva tra pochissime settimane. Uno Scolari scuro in volto ne ha dato l'annuncio proprio all'interno di quello che potrebbe rivelarsi come "il canto del cigno", e cioè la produzione televisiva che avrebbe dovuto rilanciare Gay Tv, anche grazie alla visibilità data dalla conduzione di Alessandro Cecchi Paone, e che in realtà si sta rivelando - nei fatti - come l'ennesima delusione, nonostante gli sforzi messi in atto.

E proprio Millecanali cartaceo sottolinea, tra le righe, le molte difficoltà a trovare investitori che sostengano la regolare messa in onda.

Tutto è perdutoO Pare di sì, o quasi, anche se immediatamente i telespettatori in diretta telefonica hanno mostrato solidarietà e proposto idee: dalla trasformazione in pay-tv ad una sottoscrizione, con tanto di conto corrente. Ma è ancora Scolari a smorzare gli entusiasmi: "Sky ha rifiutato di avere Gay Tv nel suo pacchetto. Non è purtroppo una strada perseguibile. Siamo andati da Sky, abbiamo parlato con loro ma ci hanno detto che non è possibile far nulla".

Nel frattempo Gay Tv intende capire cosa può succedere d'ora in avanti, rivolgendosi al proprio pubblico (e non solo), invitando a scrivere un messaggio all'indirizzo chiudiamo@gay.tv. "L'unica soluzione che abbiamo in questo momento - ha proseguito Scolari - è che venga creato, all'esterno, un comitato di persone che vogliano aiutare il canale, che creino qualcosa - ad esempio una raccolta fondi - ma in maniera autonoma".

Restando in attesa degli eventi, resta la flebile speranza di non perdere una voce unica (in chiaro) nel panorama televisivo europeo, nel cui ambito il nostro Paese - una volta tanto - ha mostrato di essere coraggiosamente all'avanguardia.

Andrea Lombardo

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