A Casini non piace il Cda Rai, a Gasparri sì

Il presidente della Camera fa capire che vorrebbe un nuovo Cda alla Rai. Ma Gasparri lo ‘stoppa’ subito.

Botta e risposta fra il presidente della Camera Pierferdinando Casini e il ministro delle Comunicazioni Gasparri sul tema della Rai e del suo Cda. Ieri mattina Casini era andato giù duro sull'argomento e sulla scia dell'intervento del Presidente della Repubblica aveva detto senza mezzi termini:

''Il mio giudizio sull'attuale Consiglio di amministrazione della Rai lo esprimo subito: non è quello scelto dai presidenti delle Camere, che avevano optato per una formula che prevedeva una presidenza di garanzia, rappresentativa di aree culturali di opposizione, sulla base del precedente della presidenza della commissione di Vigilanza. Noi abbiamo scelto quel Consiglio, non questo, che ha connotazioni diverse''.

Casini però sa che nella maggioranza l'attuale Cda ha molti difensori e non si fa illusioni: "Le regole, quando ci sono, vanno seguite. I presidenti delle Camere sono stati opportunamente spogliati dei poteri di nomina del Cda della Rai e non possono svolgere altro ruolo che quello della 'moral suasion'. Il segretario dei Ds Fassino e i capigruppo dell'opposizione hanno sollecitato Pera e me ad intevenire. Ma qualsiasi nostro intervento creerebbe un precedente pericoloso di interferenza''.

Gasparri non l'ha presa bene e ha dichiarato: "L'attuale Consiglio di Amministrazione agisce in piena legittimità e non sono scaduti i termini. La nuova legge è già in vigore e sono state avviate le prime procedure".

Insomma, restino ancora Alberoni, Veneziani e gli altri, compreso ovviamente Cattaneo. Ma il problema del nuovo Cda Rai in realtà è piuttosto serio e non tarderà a riproporsi.

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