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A Sky i diritti delle partite di Champions ed Europa League per il triennio 2018-2021

La media company si è aggiudicata i diritti per la trasmissione in Italia delle partite della Uefa Champions League e della Uefa Europa League per il triennio 2018-2021

Sky Italia parla di una piccola rivoluzione per gli appassionati di calcio in Italia. Dopo essersi aggiudicata i diritti per la trasmissione, nel prossimo triennio 2018-2021, delle partite di Champions League ed Europa League, i vertici della società di Murdoch in Italia specificano che gli abbonati potranno «trovare per la prima volta in un’unica offerta esclusiva  le due più importanti competizioni per club a livello europeo, con oltre 340 partite,  7 squadre italiane (4 in Champions League e fino a 3 in Europa League)»  e che «per la prima volta le partite più importanti saranno trasmesse anche in 4K HDR, l’ultima frontiera dell’alta definizione. E grazie al lancio di Sky Q (il nuovo box multipiattaforma di Sky) che arriverà in Italia entro l’inizio del 2018, l’esperienza sarà ancora più interattiva e multidevice».

Guy-Laurent Epstein, Direttore Marketing Uefa, ha dichiarato: «Sky Italia è la nuova titolare dei diritti esclusivi Uefa Champions League in Italia per il ciclo 2018-21, oltre ad aver rinnovato la nostra partnership con l’azienda per i diritti media della UEFA Europa League. La competenza nel campo della produzione di Sky Italia garantirà agli appassionati di calcio di tutto il Paese una programmazione di altissimo livello per entrambe le competizioni, distribuita attraverso le diverse piattaforme di Sky Italia».

Secondo Andrea Zappia, Amministratore Delegato di Sky Italia, si tratta di un’offerta senza precedenti «che rafforza la posizione di Sky come leader della programmazione sportiva in Italia» e «un altro passo importante di sostegno al calcio italiano, un impegno che continuerà a vederci protagonisti anche nel futuro bando sui diritti della Serie A».

Andrea Zappia, AD Sky Italia

L’offerta fatta da Sky per l’acquisizione dei diritti è stata definita dall’azienda come «un investimento razionale e sostenibile che ha tenuto conto del valore del prodotto, dell’interesse che suscita anche tra i più giovani e – soprattutto – del nuovo format della competizione, con il quale il numero di partite minimo delle italiane aumenta del 70% rispetto alla media degli ultimi 5 anni».

Sui diritti Tv del calcio, leggi anche l’articolo pubblicato su Millecanali di marzo