Addio al beauty contest

Siamo alla vigilia del 19 aprile, giorno in cui scade la moratoria sul beauty contest, e il Consiglio dei Ministri approverà un decreto in materia. Grandi manovre in corso.

Il Ministro Corrado Passera ha dunque deciso di annullare definitivamente la procedura del beauty contest, che prevedeva l'assegnazione gratuita di sei 'lotti di frequenze Tv', alcune delle quali riservate a nuovi entranti e altre aperte a tutti, con il risultato che probabilmente Rai e Mediaset si sarebbero riprese il canale che era stato loro sottratto in ossequio alla volontà europea di aprire a nuovi protagonisti del mondo Tv, per un Paese sotto stretto esame a livello continentale (e con la procedura di infrazione non ancora chiusa dall'unione Europea) e probabilmente lo stesso sarebbe accaduto, alla fine, anche a Telecom Italia Media.

Una frequenza sarebbe poi sicuramente finita poi a Europa 7, che infatti ha avviato in contemporanea con Mediaset (anche se per motivi un po' diversi) il ricorso in riferimento proprio al preannunciato annullamento del beauty contest. Per i 'nuovi entranti' (si fa per dire) restavano a questo punto solo due 'lotti di frequenze' ma la situazione era molto confusa, sospetta e piena di incognite, tanto che Sky a un certo punto si era tirata fuori dl beauty contest.

Dopo la sospensione di tre mesi decisa da Passera, ora si dovrebbe dunque annullare tutto e la cosa, secondo informazioni che però non sono state confermate ufficialmente, non dispiacerebbe in sede europea.
Secondo indiscrezioni, Passera avrebbe deciso di spacchettare le frequenze e beauty contest: una parte (3-4) saranno assegnate per un periodo più lungo e un'altra parte (700 MHz) invece dovrà essere restituita allo Stato dopo tre anni. Ricordiamo infatti che nel 2015 la Conferenza ITU di Ginevra dovrebbe decidere l'assegnazione di queste risorse frequenziali agli operatori tlc per i servizi di banda larga mobile.
La procedura non prevede comunque un'assegnazione gratuita delle frequenze ed è la prima volta che ciò accade in Tv. Si farà invece una vendita pubblica, con il bene complessivo - come detto - spacchettato.

La scelta del governo ha naturalmente provocato tensioni fra i partiti di maggioranza, senza dimenticare l'incrocio delicato con il rinnovo dei vertici della Rai e con la nomina dei nuovi membri dell'Agcom, che dovrà stabilire tempi e modalità dell'asta. Il Pdl (e Mediaset) non possono essere soddisfatti della situazione e chiedono contropartite (se l'asta ora sarà a pagamento perché pagare per l'affitto delle frequenze in proporzione al fatturato, come accade adesso? - avrebbero osservato a Mediaset). Secondo Mediobanca lo Stato può incassare 1-1,2 miliardi dalla vendita dei multiplex. Quanto ai tempi, se non ci fossero intoppi, prima dell'estate l'Authority potrebbe indire l'asta.

Ma Rai e Mediaset potrebbero partecipare a questa asta? Per adesso la questione (ovviamente fondamentale) non sembra chiara, mentre è più chiaro che potrebbero tornare 'a casa' le frequenze finora assegnate per la sperimentazione del DVB-H o di altro (T2 ecc.). Lo prevederebbe anche un provvedimento di attuazione di una Direttiva europea appena varato dal Governo, che in sostanza permetterebbe di utilizzare di nuovo a piacimento queste frequenze (oltre a quella di Rai e Mediaset, c'è quella di La3, già oggetto di polemiche nei mesi scorsi).
La 'restituzione' era forse prevedibile ma in ogni caso si tratterebbe - tanto per chiarire - della quinta frequenza digitale di Rai e Mediaset, in teoria il massimo previsto, anche se il beauty contest era stato congegnato in modo da riassegnare ai due 'colossi Tv' anche la sesta sottratta proprio per quella gara (come dicevamo prima).

In tutto ciò le Tv locali restano come sempre, salvo sorprese, escluse dai giochi. Eppure proprio a loro sono in fase di 'sottrazione' (con molte complicazioni e polemiche) i canali 61-69, a favore delle tlc.
Il coordinatore di Aeranti-Corallo, Marco Rossignoli, ha ribadito che il Governo dovrebbe agire altrimenti e assegnare almeno un terzo delle frequenze ex beauty contest alle Televisioni locali, “riservando alle tv nazionali, attraverso la gara con le nuove regole, solo le frequenze residue”.
Per Rossignoli, un terzo del totale è, infatti, quello che, per legge, spetta alle Tv locali nell'assegnazione delle frequenze. Inoltre, a seguito della sottrazione dei canali 61 - 69 UHF alle trasmissioni televisive, le attuali risorse frequenziali per le Tv locali sono insufficienti per consentire la prosecuzione dell'attività in molte delle regioni digitalizzate al 31 dicembre 2010 (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Lazio, esclusa la provincia di Viterbo, e Campania) e per permettere, in quelle di prossimo passaggio alla DTT (Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia), a tutti gli operatori locali di poter trasmettere in digitale.
Aeranti-Corallo chiede, inoltre, ulteriori frequenze per la Toscana dove alcune emittenti analogiche sono state escluse dalla possibilità di gestire reti in tecnica digitale.
“Riteniamo - ha concluso Rossignoli - che l'assegnazione alle Tv locali di alcune frequenze del beauty contest risponda all'esigenza di salvaguardare il pluralismo informativo e l'occupazione lavorativa nel comparto”.

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