Aeranti-Corallo: le richieste in vista del 25 luglio

L’associazione Aeranti-Corallo chiede al ministro delle Comunicazioni Landolfi di definire al più presto le modalità operative per le trasmissioni digitali delle Tv locali a decorrere dal 25 luglio 2005, al fine di evitare gravi ripercussioni all’intero comparto televisivo locale.

"Come noto, il 25 luglio 2005 scadono le attuali concessioni televisive analogiche - scrive in un suo comunicato l'associazione Aeranti - Corallo - . L'art. 25, comma 11, della legge 3 maggio 2004, n. 112 (legge Gasparri) stabilisce che tutte le imprese televisive locali, per poter richiedere la proroga delle suddette concessioni, debbano trasmettere i propri programmi, a decorrere dalla suddetta data del 25 luglio 2005, con almeno un impianto digitale DVB-T. Diversamente, dovranno cessare le proprie trasmissioni.

Nonostante manchino meno di due mesi a tale scadenza, il Ministero delle Comunicazioni non ha ancora emanato, sebbene più volte sollecitato in tal senso da Aeranti-Corallo, norme regolamentari che disciplinino le modalità di presentazione delle domande per il prolungamento della durata delle concessioni, né ha chiarito quali debbano essere i tempi minimi di programmazione dei contenuti digitali con il suddetto impianto.

Al riguardo, l'avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo, ha dichiarato: "Quello del prossimo 25 luglio è, per il settore dell'emittenza televisiva locale, un passaggio delicatissimo, in quanto, per tutte le imprese televisive locali che non dispongono di canali ridondanti, l'obbligo di trasmettere con almeno un impianto digitale potrebbe generare gravissimi contraccolpi sul piano commerciale, derivanti dal ridimensionamento della copertura in analogico (o addirittura, azzeramento, per coloro che dispongono di un solo impianto analogico), in un contesto in cui i tempi presumibili per lo switch-off (passaggio completo dall'analogico al digitale) appaiono molto lontani e, comunque, molto diversi dalla data del 31 dicembre 2006 stabilita dalla legge 66/2001, con la conseguenza che chi cessasse l'attività in analogico non avrebbe nemmeno concrete opportunità alternative di conquistare audience nel contesto digitale. È infatti notizia di questi giorni che anche in ambito europeo si stia ipotizzando lo switch-off al 31 dicembre 2012".

"È quindi evidente l'esigenza, per le Tv locali (al fine di evitare una riduzione o l'azzeramento della presenza nel mercato analogico), che la trasmissione di contenuti digitali effettuata con almeno un impianto a decorrere dal 25 luglio 2005 debba essere limitata ad alcune ore della giornata e possa eventualmente avvenire anche attraverso un impianto di altra emittente".

Rossignoli ha quindi aggiunto: "Aeranti-Corallo ha da tempo proposto al Ministero delle Comunicazioni di prevedere un tempo minimo di programmazione digitale di ventiquattro ore settimanali (circa 3,5 ore al giorno), in linea con le disposizioni dell'art. 2, comma 7 della delibera n. 435/01/CONS dell'Agcom (regolamento sul digitale terrestre), ai fini dello svolgimento della attività di fornitori di contenuti. Auspichiamo ora che il Ministro Landolfi recepisca al più presto, con un provvedimento ministeriale, tale proposta di Aeranti-Corallo, finalizzata a evitare gravissime ripercussioni all'intero comparto televisivo locale consistenti nel ridimensionamento o azzeramento della presenza nel mercato analogico".

"In mancanza di un provvedimento immediato in tal senso, le imprese televisive locali non avrebbero la possibilità di organizzare in tempo utile gli adempimenti previsti per il 25 luglio e l'unica ipotesi percorribile, per evitare conseguenze negative alle imprese, sarebbe quella di un decreto legge di differimento di tale scadenza".

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