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Aiuti di Stato alle Tv pubbliche: la Ue aggiorna le norme

La Commissione Europea ha adottato di recente una nuova comunicazione sugli aiuti di Stato per il finanziamento delle emittenti di servizio pubblico. Le emittenti europee di servizio pubblico ricevono ogni anno oltre 22 miliardi di euro in forma di canoni o direttamente come sovvenzioni statali.
Ecco l'interessante 'punto' sul problema del sito www.key4biz.it:

«La Commissione Europea ha adottato una nuova comunicazione sugli aiuti di Stato per il finanziamento delle emittenti di servizio pubblico. Si è così stabilito un chiaro contesto per lo sviluppo dei servizi pubblici di diffusione dei mezzi audiovisivi, migliorando al tempo stesso la certezza del diritto per gli investimenti dei media pubblici e privati. La nuova comunicazione sostituisce la comunicazione della Commissione sulla radiodiffusione, del 2001. Tra le modifiche di maggior rilievo, si sono accentuati la responsabilizzazione e il controllo effettivo a livello nazionale, inclusa una trasparente valutazione dell'incidenza complessiva dei nuovi servizi mediatici a finanziamento statale.
Il Commissario Ue alla Concorrenza, Neelie KrOEs, ha dichiarato: "La nuova comunicazione stabilisce il giusto equilibrio tra gli interessi dei media pubblici e privati, così da assicurare una sana concorrenza nell'ambiente dei media, che è in rapidissimo mutamento. Le emittenti di servizio pubblico potranno beneficiare dello sviluppo della tecnologia digitale e dei servizi basati su Internet per offrire servizi di alta qualità su tutte le piattaforme, senza falsare indebitamente la concorrenza a detrimento degli altri operatori mediatici".
Il Commissario Ue per la Società dell'informazione e mezzi di comunicazione, Viviane Reding, ha commentato: "L'adozione di questa comunicazione conferirà maggiore certezza del diritto al settore dei media in Europa e assicurerà concorrenza leale tra le emittenti di servizio pubblico e i media privati Uno dei principali obiettivi della Commissione è preservare un dinamico panorama mediatico nell'ambiente in linea, in particolare assicurando che le offerte in linea delle emittenti di servizio pubblico non falsino la concorrenza a scapito delle offerte dei servizi in linea e degli organi di stampa. La comunicazione adottata risponde con chiarezza ed efficacia a questo obiettivo".

Le principali modifiche della nuova comunicazione riguardano:
* il controllo a priori dei nuovi servizi di rilevante portata lanciati dalle emittenti di servizio pubblico (controbilanciando l'incidenza di questi nuovi servizi sul mercato con il loro valore pubblico);
* chiarimenti sull'inclusione dei servizi a pagamento nel mandato di pubblico servizio;
* controllo più efficace degli eccessi di compensazione e supervisione del mandato di servizio pubblico a livello nazionale;
* maggiore flessibilità finanziaria per le emittenti di servizio pubblico.

L'intento della comunicazione è assicurare, per la diffusione dei mezzi audiovisivi, servizi pubblici di alta qualità su varie piattaforme, da Internet agli schermi nei luoghi pubblici. Inoltre, prima che le emittenti di servizio pubblico immettano sul mercato nuovi servizi, i cittadini e gli operatori europei potranno esprimere il loro parere in pubbliche consultazioni. Infine, in quanto contribuenti, i cittadini beneficeranno di un utilizzo più responsabilizzato, trasparente e proporzionato del finanziamento statale in questo settore.
La comunicazione è stata adottata dopo aver proceduto a un'ampia consultazione pubblica ed è basata sui principi fondamentali del finanziamento della radiodiffusione di servizio pubblico del protocollo di Amsterdam. In particolare, la comunicazione riconosce il potere discrezionale degli Stati membri di definire il mandato delle emittenti di servizio pubblico e sottolinea il dovere della Commissione di preservare la concorrenza leale.

Le emittenti europee di servizio pubblico ricevono ogni anno oltre 22 miliardi di euro in forma di canoni o direttamente come sovvenzioni statali, il che le pone al terzo posto, dopo l'agricoltura e le imprese di trasporto, tra i beneficiari di aiuti di Stato.
Il protocollo allegato al trattato di Amsterdam chiarisce che i sistemi di radiodiffusione di servizio pubblico sono in diretta correlazione con le esigenze democratiche, sociali e culturali della società e conferisce agli Stati membri il diritto di finanziare le emittenti di servizio pubblico nella misura in cui tale finanziamento è erogato per adempiere al mandato di servizio pubblico quale è stato affidato, definito e organizzato da ciascuno Stato membro e purché il finanziamento non incida indebitamente sugli scambi e sulla concorrenza nell'Unione Europea.
Per chiarire la sua interpretazione del protocollo di Amsterdam, la Commissione ha adottato dapprima, nel 2001, una comunicazione relativa all'applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio pubblico di radiodiffusione. Dopo di allora, la Commissione ha adottato più di 20 decisioni, che hanno apportato altri chiarimenti sull'applicazione delle norme. L'esame dei singoli casi ha integrato, sotto molteplici aspetti, i principi enunciati nella comunicazione del 2001.
Le decisioni più recenti sugli aiuti di Stato a favore dei servizi pubblici di diffusione dei mezzi audiovisivi in Germania, in Irlanda e in Belgio riflettono l'impostazione della Commissione, in particolare per quanto riguarda il mandato di servizio pubblico nel nuovo ambiente mediatico, per esempio quando le emittenti gestiscono siti web e trasmettono via i telefoni cellulari».

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