Alla fine Petruccioli ce la fa

Con 34 “consensi” su 37 votanti Claudio Petruccioli (Ds) è stato finalmente eletto nuovo presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai,

dopo che per mesi l'adempimento istituzionale era stato rinviato per i contrasti fra i partiti e il "boicottaggio" del Polo, che non contestava l'assegnazione dell'incarico a un rappresentante dell'opposizione ma il fatto che il Cda Rai, a maggioranza "ulivista", restasse nel frattempo in carica, dando al centro-sinistra un forte potere sulla Rai, in una situazione politica del tutto mutata.

I voti per Petruccioli sono dunque arrivati anche dai commissari del Centro-destra e, dopo cinque riunioni andate a vuoto, la lunga trafila dell'elezione ha dato alla luce il nome del candidato dell'Ulivo.

Motivo dello "sblocco"O Un clima di maggiore distensione politica, anche a seguito del richiamo dei Presidenti delle Camere per un corretto funzionamento delle istituzioni (non è escluso neppure un diretto intervento di Ciampi sulla spinosa questione).

La prassi che vuole il Presidente della commissione di Vigilanza appartenente all'opposizione viene quindi mantenuta.

Tutti gli interrogativi sono ora incentrati sul fatto che al Centro-Destra sia realmente stata promessa, a breve e in cambio, la "testa" di Zaccaria e dell'attuale Cda Rai, con successiva elezione di un nuovo Consiglio da parte di Casini e Pera.

Ma questo "baratto" non pare essere nel novero delle reali possibilità a livello politico, anche perché Zaccaria non scende a compromessi e ha ribadito di voler arrivare fino alla scadenza "naturale" del mandato, a febbraio.

Molto baldanzose, però, le dichiarazioni dei rappresentanti del Centro-Destra, che hanno già previsto che l'attuale presidente Rai "non mangerà il panettone" permanendo in questa carica.

Nel frattempo la Vigilanza, finalmente al completo, si sta occupando delle "Tribune" di quel referendum sulla legge "federalista" del Centro-Sinistra di cui la Tv (e anche la Rai) si è finora occupata pochissimo.

A meno di due settimane dal voto sembra infatti che meno del 20% degli italiani sia a conoscenza del fatto di dover andare alle urne; figuriamoci allora quanti sono poi ben informati sul merito della questione.

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