Alle radici del giornalismo arabo

In un volume di Augusto Valeriani, edito da Carrocci, vengono analizzati i mutamenti in corso nell’ambito dell’informazione e dei media televisivi soprattutto del Medio Oriente.

Al Jazeera, fondata dall'emiro del Qatar nel 1996, è stata una vera e propria rivoluzione nel mondo dell'informazione araba, irrompendo prepotentemente anche sulla scena dei media orientali in generale e cambiando i rapporti tra questi ultimi e i media occidentali, tanto da rubare la scena alla CNN durante la guerra in Afghanistan e quella in Iraq.

L'avvento di questo nuovo fenomeno mediatico ha portato Augusto Valeriani a chiedersi che cosa fosse il giornalismo arabo prima di Al Jazeera e cosa sia diventato dopo. Valeriani ha condensato la sua analisi nel libro "Il giornalismo arabo", da lui scritto e edito da Carrocci.

L'autore fa la sua analisi partendo addirittura dai pOEti che declamavano i loro versi alla corte dei sultani, percorrendo la fase più importante, quella che alcuni hanno definito dell'"affrancamento" (ma si può già parlare di liberazioneO) dell'informazione in Medio Oriente dalla censura politica, per arrivare al sovraffollamento di antenne satellitari attuali.

Questa esplosione di parabole può aprire una nuova stagione per il giornalismo arabo e vede i governi mediorientali, che non brillano certo per rispetto della libertà di espressione, spinti ad "incontrarsi" in qualche modo con i nuovi media.

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