“Amita della Giungla” su RaiTre

Appuntamento settimanale con il fantastico mondo dei cartoni di Làstrego & Testa: dal 25 gennaio alle ore 8 su RaiTre all’interno di “È domenica papà!” è in onda la serie animata “Amita della Giungla” (26 puntate da 7 minuti l’una).

Il cartone, nominato ai Pulcinella Awards 2008 di Cartoons on the Bay come Miglior Serie Tv per Bambini, è il risultato di una coproduzione fra Rai Fiction e Làstrego & Testa Multimedia.

Amita ha già un sito internet (www.amitadellagiungla.com) dove i bambini potranno giocare, scaricare immagini da colorare e ritagliare e conoscere tutti i personaggi della storia.

Le puntate narrano le avventure di Amita, una bimba che abita in una giungla fantastica, immersa in una vegetazione rigogliosa, tra alte montagne, laghi e fiumi, assieme ai suoi amici animali, in un'epoca in cui uomini e animali sanno ancora parlare tra loro.

La protagonista ama danzare, cantare e giocare con i suoi amici: Urso l'orso dormiglione, Olif l'elefante saggio, il piccolo Fino, l'elefantino timido e tanti altri ancora.

Gli abitanti della giungla si fidano di Amita e sono sempre pronti a portarla in giro sulla loro groppa o a correre in suo aiuto. La piccola è ben voluta da tutti, perché sa far divertire i compagni di giochi e li allieta con il suono del suo flauto.

Tra i suoi amici ce n'è uno speciale: è Giùnk, un bambino che abita in un nido ben nascosto tra i rami alti di un grande e vecchissimo albero. Con lui vive Apù, la sua fedele scimmietta, che ama scherzare con tutti.

Giùnk è forte e coraggioso e preferisce vivere fra gli alberi per conto suo, ma arriva sempre in tempo quando Amita ha bisogno di lui.

Le storie sono nate dallo studio delle tradizioni dell'antico oriente e dai viaggi degli autori in Cina e uniscono alla saggezza degli antichi proverbi una morale contemporanea, basata sull'altruismo, la comprensione e la simpatia.

Alla fine di ogni avventura, Aruka, la saggia tartaruga, recita un proverbio che aiuta a capire il senso di quanto accaduto.

Con la produzione di Amita è avvenuto anche un primo gemellaggio via cartoon tra Italia e Cina, tra Torino e Nanchino, grazie alla collaborazione con lo studio di animazione cinese Blue Dolphin.

La Làstrego & Testa ha scelto di rivolgersi ai cinesi non con una semplice richiesta di mano d'opera qualificata a basso costo, ma cercando una collaborazione reale intorno ad una storia e un modo di raccontare in cui s'incontrassero culture lontane.

I due studi hanno trovato subito una forte intesa, sia sul piano artistico sia umano. Tutto ciò ha portato alla volontà di proseguire il lavoro assieme, investendo su altri importanti progetti futuri.

Per l'animazione è stata utilizzata la tecnica della "carta ritagliata digitale", un procedimento già sperimentato nelle serie precedenti come "Le avventure di Aladino" e "I giorni dell'Avvento". È stata però introdotta un'importante novità stilistica: i personaggi sono disegnati manualmente su carta e dipinti ad acquarello, per ottenere una resa "morbida" simile a quella delle illustrazioni dei libri per bambini. Gli sfondi sono nati da uno studio ammirato e rispettoso delle antiche stampe cinesi nel tentativo di darne un'interpretazione moderna, adatta al giovane pubblico cui si rivolge la serie.

La musica è stata composta da Lorenzo Marini in dialogo continuo con gli animatori, così da cogliere lo spirito di ogni storia nel momento della sua nascita. Nella creazione della musica, il compositore ha deciso di fondere orchestre occidentali e orientali, per cercare di tratteggiare atmosfere cinesi mantenendo un gusto europeo. I suoni e le note servono anche per imitare i rumori della giungla e il vocio degli animali, producendo così un tappeto sonoro continuo che rallegra ogni puntata.

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