Anche il Consiglio d’Europa contro la concentrazione dei media

Dopo il Parlamento Europeo anche il Consiglio d’Europa ha censurato l’eccessiva commistione italiana tra media e politica. L’organismo di Strasburgo critica Berlusconi per il grande potere concentrato nelle sue mani, dalla politica ai mass-media.

Dopo il Parlamento Europeo anche il Consiglio d'Europa ha censurato l'esplosiva commistione italiana tra media e politica. Critiche al premier italiano sono state mosse in una risoluzione sulla libertà dei mass media in Europa adottata con 103 voti a favore e 14 contrari. In sintesi, l'organismo di Strasburgo ha criticato Berlusconi per il grande potere economico e politico che è concentrato interamente nelle sue mani.

"In Italia - ha detto al riguardo la relatrice finlandese della risoluzione Tytti Isohookana - il conflitto di interessi potenziale fra le funzioni politiche che esercita il signor Berlusconi e gli interessi privati di quest'ultimo nell'economia e nei media costituisce, se non saranno attuate misure chiare di salvaguardia, una minaccia per il pluralismo dei media; viene anche dato un cattivo esempio alle giovani democrazie".

A contenere queste critiche è l'articolo 11 del Rapporto sulla libertà d'espressione in Europa votato ogni anno dal Consiglio d'Europa (in cui sono presenti 544 Stati del nostro continente).

"L'anomalia italiana tocca le radici stesse della democrazia - ha detto da parte sua la parlamentare europea Tana de Zulueta (Ds) - . In Italia le stesse elezioni non si svolgono in condizioni di parità".

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