Ancora tagli alla BBC

Anche la BBC è in difficoltà, tanto che i vertici dell’emittente hanno disposto un consistente taglio di posti di lavoro nelle redazioni e in una serie di programmi. I tagli permetterebbero di risparmiare circa 300 milioni di euro, che la BBC intenderebbe reinvestire in programmi.

Da sempre esempio di emittenza pubblica da seguire per la qualità dei programmi e per l'imparzialità dell'informazione (anche se anch'essa è incappata in qualche 'scivolone'), la BBC sta ora accusando il colpo di una crisi che da tempo colpisce almeno una parte dei media generalisti.

La scorsa settimana, con un annuncio ufficiale del direttore generale Mark Thompson, la BBC ha confermato tagli per un totale di 2.050 posti di lavoro che riguarda tutti i settori della programmazione: news, sport, fiction, notiziari regionali, programmi culturali ed educativi (altri tagli erano stati annunciati il 10 marzo scorso). Il piano mira a sfoltire un apparato che per molti era comunque elefantiaco, realizzando risparmi per circa 300 milioni di euro all'anno, consentendo alla BBC di essere più competitiva ed agile. Complessivamente i posti da tagliare in tre anni sono 2.780, pari al 19% della forza di lavoro dell'emittente pubblica britannica.

Ovviamente le associazioni di categoria e in primo luogo i sindacati inglesi, in particolare National Union of Journalists, hanno annunciato una dura e intensa battaglia.

Schierata contro questa politica è anche l'International Federation of Journalists, che annuncia battaglia in Europa e in tutto il mondo e avverte che i posti di lavoro che andranno persi sono in totale 6.000, una perdita che avrà un impatto devastante sulla più importante emittente pubblica al mondo.

I leader dell'IFJ di tutto il mondo si sono incontrati di recente a Baltimora e hanno deciso che le minacce che gravano sul servizio pubblico in Italia e nel Regno Unito devono essere combattute a livello globale. Secondo l'IFJ, i licenziamenti alla BBC giungono dopo un anno turbolento nel corso del quale l'emittente si è trovata sotto la pressione del Governo a causa dei suoi servizi dall'Iraq e i concorrenti hanno messo in discussione il rinnovo del contratto di 'concessione pubblica' della stessa BBC.

L'IFJ ha fatto apere che la crisi della BBC sarà la principale questione di cui occuparsi per il nuovo gruppo di emittenti europee creato dalla European Federation of Journalists (EFJ). Lo scorso gennaio la EFJ ha pubblicato il 'Manifesto for the Defence of Public Service values in Broadcasting' (Manifesto per la difesa dei valori delle emittenti del servizio pubblico).

"Le intense pressioni politiche ed economiche stanno portando la BBC a un punto di rottura - ha dichiarato Aidan Withe, segretario Generale dell'IFJ - . Questi tagli sono devastanti. La lotta per preservare la BBC è una battaglia globale per la qualità e i valori del servizio pubblico televisivo, che non possiamo permetterci di perdere".

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