Antitrust e calcio: sì alla vendita centralizzata dei dirittti Tv ma non per legge

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’indagine conoscitiva relativa al settore del calcio professionistico. Chiesto per l’ormai scontato ritorno alla vendita centralizzata dei diritti Tv la previsione come facoltà e non come obbligo legislativo.

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 21 dicembre, ha deliberato la conclusione dell'indagine conoscitiva relativa al settore del calcio professionistico avviata tempo fa. Nel documento, che contiene diversi capitoli attinenti a tutte le sfere organizzative e di gestione della Federazione, delle Leghe e delle società sportive, vengono anche proposti alcuni correttivi per rendere più competitivo e vicino alle regole di mercato il settore del calcio. Ecco le conclusioni relative al tema dei diritti Tv.

L'indagine svolta dall'Autorità ha messo in luce, attraverso simulazioni effettuate sulla base dei sistemi di vendita adottati in altri Paesi europei, come il regime di vendita e ripartizione dei diritti televisivi esistente in Italia abbia accentuato gli squilibri di tipo economico tra società maggiori e minori. La vendita centralizzata, come facoltà e non come obbligo, potrebbe migliorare la situazione ma il vero problema consiste nell'inadeguatezza del vigente meccanismo di ripartizione delle risorse adottato in Italia: l'attuale sistema, prevedendo che le società debbano versare ai fini mutualistici il 19% dei loro proventi totali, non realizza appieno le tipiche esigenze solidaristiche che connotano il fenomeno sportivo se confrontato con i meccanismi adottati in ambito europeo. Soprattutto in Francia, ad esempio, una quota maggioritaria è distribuita in parti eguali tra le società e una quota pari al 5% dei proventi viene attribuita allo Stato per promuovere e sovvenzionare i settori giovanili nonché contribuire alla crescita degli altri sport.

Pertanto, l'Autorità ritiene che tali compiti di ripartizione dovrebbero essere attribuiti ad un soggetto terzo, o quantomeno ad un organismo indipendente che risponda alla Figc sulla falsariga della Co.Vi.Soc.

Il tema dei diritti Tv del calcio, pienamente attuale, è, come noto, all'esame del Parlamento e decisioni potrebbero anche arrivare a breve. Il Ministro Melandri ha optato, per la vendita collettiva dei diritti Tv, invece, per una previsione anche per via legislativa.

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