Aperta la mostra su Cesarini da Senigallia

Fino al 23 settembre la mostra dello scenografo che fece la storia della Televisione italiana.

Si è aperta una grande stagione culturale sabato 26 maggio alla Rocca Roveresca di Senigallia, dove è stata inaugurata la mostra evento "Carlo Cesarini da Senigallia: scenografo televisivo" a cura di Gianni di Giuseppe direttore della sede Rai per le Marche, in collaborazione con la Rai, la Provincia di Ancona, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la famiglia Cesarini. Si tratta di un percorso documentato del lavoro svolto dallo scenografo e al tempo stesso una testimonianza dell'affetto di Cesarini per la sua città natale.

E proprio la sua città ha voluto ricambiare questo affetto organizzando una mostra antologica, dedicata ad uno dei suoi più celebri figli, che rimarrà aperta fino al prossimo 23 settembre. L'evento fornisce anche l'occasione per ripercorrere i primi venticinque anni della storia della Televisione nel nostro Paese, un'epoca in cui la Rai sperimentava i suoi linguaggi.
La mostra e il relativo catalogo presentato con successo al Salone Internazionale del Libro di Torino si articolano in quattro sezioni: biografia, romanzo sceneggiato, varietà ed eventi comunicativi.

Il progetto si propone quindi di mettere in giusta luce questo personaggio contribuendo ad un lavoro di ricerca e studio dei documenti ancora disponibili nei magazzini Rai, di quelli sparsi per diversi teatri italiani e di quelli ancora di proprietà della famiglia. Documenti che, contestualizzati alla situazione storica e socioeconomica degli anni Sessanta, contribuiscono a valorizzare la figura di un personaggio fondamentale per la storia della cultura e del costume italiani come Carlo Cesarini da Senigallia.

Erano gli anni del boom economico e dei televisori, costosi e bombati come gli armadi, con le manopole centrali, veri e propri pezzi di arredamento. A realizzare i primi grandi spettacoli televisivi del sabato sera, dal 1958 in poi, era stata una squadra affiatatissima: il regista Antonello Falqui, il produttore Guido Sacerdote e lo scenografo marchigiano Carlo Cesarini, che affiancherà al suo nome quello della città natale, Senigallia, diventando così per tutti Carlo Cesarini da Senigallia.

Ripercorrere dunque la carriera di Cesarini significa tracciare la storia dello spettacolo televisivo "made in Italy". Le sue scenografie caratterizzate da architetture scarne volte alla valorizzazione del corpo e del movimento scenico portano sul grande schermo le ricerche in campo artistico ed architettonico all'avanguardia in quel periodo. Dalle influenze strutturaliste e minimal alla creazione di effetti scenici con chiaro riferimento optical, lo scenografo senigalliese si dimostra, più di chiunque altro, capace di interpretare e riproporre in chiave popolare e divulgativa i temi alti della ricerca artistica.

Morto nel 1996, pur essendo riconosciuto dagli addetti ai lavori quale uno dei più grandi innovatori del settore, Cesarini da Senigallia non è stato purtroppo sufficientemente valorizzato, poiché mancava una seria ricerca sulle innumerevoli fonti di archivio ancora disponibili sul suo lavoro, quali bozzetti, disegni, scritti e modelli.

Ora la mostra di Senigallia vuole rendergli l'omaggio che merita.

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