Appalti Tv: nel mirino le società di David Biancifiori

Ecco un’ampia nota in merito dell’agenzia AGI:

«Un altro terremoto giudiziario a Roma: questa volta nel mirino della Procura e dei militari del Nucleo tributario della Guardia di finanza ci sono gli appalti Tv, con chiamate in causa Rai, Mediaset, La7 e Infront, le cui sedi sono state perquisite. Una sessantina in tutto le perquisizioni fatte e sono 44 le persone coinvolte.

Il reato ipotizzato nei confronti di dirigenti e funzionari della Rai è quello di corruzione, mentre per i manager di Mediaset, La7 ed Infront è quello di concorso in appropriazione indebita. Tutto ruota attorno alle presunte irregolarità legate all'assegnazione a un imprenditore di una serie di appalti in cambio di 'mazzette'. Nel mirino degli investigatori delle Fiamme Gialle sono finite le società riconducibili all'imprenditore David Biancifiori, sospettato di aver ottenuto l'affidamento di lavori e servizi versando ai committenti denaro oppure offrendo altre utilità, tipo vacanze, biglietti aerei e assunzioni. Biancifiori, indagato per concorso in corruzione e appropriazione indebita, turbativa d'asta e false fatturazioni, fornisce gruppi elettrogeni, scenografie, impianti audio e regie mobili anche all'estero.

L'inchiesta della procura di Roma, culminata con le 60 perquisizioni disposte presso Rai, Mediaset, La7 e Infront, chiama in causa, per l'ipotesi di corruzione, anche due dirigenti della Presidenza del Consiglio dei ministri quando era premier Silvio Berlusconi. Si tratta di Roberto Gasparotti, già responsabile dell'immagine televisiva del leader di FI, e Giovanni Mastropietro, già direttore della fotografia dello stesso Cavaliere. Il sospetto di chi indaga, infatti, è che possano aver preso soldi da Biancifiori (che dallo scorso aprile è agli arresti domiciliari nell'ambito di una indagine condotta dalla magistratura di Velletri culminata con l'arresto del sindaco del Comune di Marino, Fabio Silvagni) che nel 2008 si aggiudicò una commessa da 8 milioni di euro.

Da Viale Mazzini fanno sapere che l'area oggetto dell'inchiesta - la produzione - è stata già "oggetto di verifiche interne che hanno comportato interventi organizzativi e disciplinari", senza meglio specificare il tipo di interventi fatti e le misure adottate. Da indiscrezioni in ambienti investigativi emerge che sarebbe stata proprio la Rai a dare una sorta di innesco all'inchiesta che vede accendere i riflettori su più broadcaster segnalando fatti venuti fuori nel corso di un audit interno. Si è poi saputo che tra gli indagati c'è anche Cesare Quattrociocche, dipendente Rai, padre dell'attrice Michela e suocero del calciatore Alberto Aquilani…

A sua volta Mediaset con una nota fa sapere di essere parte lesa e che "i dipendenti accusati di infedeltà sono stati sospesi in attesa di ulteriori elementi". Quanto a Gasparotti e Mastropietro, avrebbero ricevuto "somme di denaro in contanti e altre utilità" dai fratelli David e Danilo Biancifiori e poi da Giuliano Palci, Pamela Oliva e Lucia Mariotti, "espressione prima della Di and Di Lighting and truck srl e poi della Di.Bi. Technology srl dal 2009 al 2013…

Massimo Schettini, indicato dalla procura quale Responsabile Unico del Procedimento per l'espletamento della gara per la fornitura di un servizio di assistenza e manutenzione hardware e poi Responsabile dell'Ufficio Eventi della Presidenza del Consiglio, sarebbe stato erogato invece "denaro in contanti" e altre utilità…

Tra i beneficiari di somme e utilità "quali biglietti aerei e vacanze presso resort di lusso" c'è anche il generale Antonio Ragusa, che era Capo Dipartimento per le risorse strumentali a Palazzo Chigi».

 

La7 in una nota ha dichiarato: «In relazione alle notizie apparse oggi, si comunica che le indagini in corso da parte della procura di Roma ipotizzano fatti di appropriazione indebita ai danni di alcune società ed emittenti televisive, tra le quali La7 s.r.l. . La7 ha fornito alla guardia di Finanza la documentazione richiesta e si riserva di costituirsi parte civile nell'eventuale processo penale per chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti».

Presa di distanza dai fatti e collaborazione per gli accertamenti giudiziari, infine, anche da parte di Infront.

 

 

Cambiando argomento, ma non troppo, va detto che si è concluso con una sanzione complessiva di 793.829 euro il procedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sui servizi di post-produzione per i programmi televisivi della Rai, nei confronti di alcune imprese che forniscono il Centro di produzione di Roma.

Destinatarie del provvedimento sono state l’associazione di categoria New Italian Broadcasting Association (NIBA) e 21 società attive nel settore della post-produzione. In particolare, l’Antitrust ha accertato la violazione dell’articolo 2 della legge n. 287/1990, consistente in un’intesa unica e complessa: nelle sue diverse fasi, ci sarebbe dunque stato un articolato scambio di informazioni e un coordinamento delle offerte nelle gare Rai, con l’obiettivo di innalzare il livello dei prezzi.

Pubblica i tuoi commenti