Approvata al Senato la “legge Gasparri” sulla Tv

In linea con la tabella di marcia è stato varato a Palazzo Madama il ddl Gaparri di riforma televisiva. Il testo finale è “in linea” con la volontà della maggioranza e salva Rete 4. Ma Lucia Annunziata annuncia le sue prossime dimissioni.

"Questa è l'ennesima legge fatta esclusivamente per Berlusconi". Achille Occhetto ha commentato così il Ddl Gasparri, giunto ieri, come previsto, al voto finale nell'aula del Senato. Tra le polemiche (anche fuori dall'aula, con la manifestazione di protesta dell'Ulivo) l'assemblea del Senato ha comunque detto sì al provvedimento, con 160 sì, 122 no e 5 astenuti.

In precedenza erano stati approvati gli ultimi articoli dei 28 del disegno di legge. Fra questi, fondamentale l'articolo 25, che fissa il nuovo criterio per il conteggio dell'antitrust sul numero delle reti nazionali Tv (20% sul totale), prendendo in considerazione anche quelle in digitale che copriranno il 50% della popolazione italiana entro il 1° gennaio 2004, data entro cui la Rai è chiamata appunto a realizzare ben due reti in digitale. In questo modo Rete 4 è salva, ma stava per scapparci una norma che toglieva dalla scena anche tante Tv locali. Infatti il testo originario di un emendamento (poi approvato in una diversa formulazione) del relatore Luigi Grillo, prolungando la validità della concessioni analogiche per le Tv nazionali e locali, la subordinava alla realizzazione entro il 25 luglio 2005 di una copertura tecnica in digitale del 50% del proprio bacino di riferimento. Alla fine la norma è stata riferita alle sole Tv nazionali.

Il contestato provvedimento passa adesso di nuovo alla Camera per l'approvazione definitva. Il 30 luglio è previsto l'inizio dell'esame a Montecitorio, forse subito in aula. Ma l'approvazione definitiva non è imminente: la Camera infatti chiuderà presto i battenti per la pausa estiva e ripartirà a metà settembre. L'inizio dell'esame a Montecitorio serve dunque solo per far scattare la norma che permetterà poi di contingentare i tempi e poter varare la legge entro un breve lasso di tempo. In ogni caso si andrà all'autunno, forse ad ottobre, sempre che non vi siano altre possibili (ma a questo punto non probabili) sorprese nel coso del dibattito stesso alla Camera.

Pesanti, intanto, i riflessi del provvedimento sulla Rai. Al Consiglio di Amministrazione di ieri vi sono state tensioni e, quasi come un macigno, è arrivata la dichiarazione del presidente Lucia Annunziata, che ha preannunciato le proprie dimissioni a legge definitivamente approvata (è noto che per l'attuale Cda è stata fissata la scadenza obbligatoria del 28 febbraio 2004): "Nell'interesse dell'azienda e dei suoi dipendenti e consapevole che con le mie dimissioni verrà meno la formula di garanzia su cui è fondato questo Consiglio, ho deciso di rimettere il mio mandato nel momento stesso in cui il Ddl diverrà legge. Fino ad allora mi auguro che nel Cda vi siano le condizioni per poter gestire adeguatamente l'azienda".

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