Assalto alle generaliste

L'editoriale di Francesco Siliato entra nel  vivo della nuova stagione televisiva

Va a cominciare la stagione televisiva dell’ibridazione e dell’assalto alle generaliste. Tv8 e Nove hanno iniziato le manovre per la conquista dei numeri sei e sette nella Top Ten della classifica degli ascolti, anticipando alla prima metà di settembre alcuni loro pezzi forti. Tv 8 corre nella classifica estiva grazie alla Moto GP e superando a volte Rete 4 e La7, non solo durante la gara, ma anche nel giorno medio e in prima serata. Ma sono rondini, la primavera è ancora lontana e va costruita giorno per giorno. Il progetto Nove presenta un palinsesto articolato che costituirà la novità della stagione, con riletture e nuove proposte in attesa della verifica Auditel.

L’obiettivo di entrambi gli editori è trattenere i pubblici televisivi nelle loro nuove reti per almeno dieci minuti al giorno. La scorsa stagione ha visto La7 conquistare nella media stagionale otto minuti, Rete 4 undici minuti; quest’ultima ha un target molto diverso da quello delle nuove entrate, il passo successivo vedrebbe le new entry arrivare a conquistare quel quarto d’ora al giorno di visione che le porterebbe a superare Italia 1.

La strategia portata avanti da Tv8 e Nove consiste nel mix tra proposte di consolidato successo e ibridazione di contenuti, con, per la prima, la difficoltà di evitare la disaffezione degli abbonati alla casa madre Sky riproponendo i suoi successi, e, per la seconda, la vampirizzazione delle altri reti Discovery, Real Time è ancora a settembre la più seguita delle reti non generaliste. I due editori affrontano quindi la nuova stagione con l’obiettivo di crescere, crescere in audience e share, crescere in percezione e immagine mostrando di essere il nuovo che non può essere ignorato. Ma con il rischio di rimandare i propri pubblici da uno all’altro dei propri canali.

La prossima stagione vedrà per la prima volta una Top5 dei programmi televisivi più commentati su Twitter e su Facebook, elaborata dalla Nielsen la classifica fornirà un ulteriore tassello alla curiosità dei lettori, alla conoscenza degli analisti e un altro strumento per gli editori.

I broadcaster, incumbent e non, riproporranno comunque vecchi e antichi formati, non di novità vive il consumo televisivo, il nuovo ha valore se incastonato tra le abitudini di consumo più consolidate. Dalla programmazione televisiva non ci si aspettano eccessi, la televisione muta assecondando se stessa e i pubblici che ha formato nei decenni.

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