Assinform: IT in rapida discesa

Le anticipazioni del Rapporto Assinform: nel 2008 ICT italiano + 0,4%, ICT mondiale + 4,4%. IT: mercato a 20.343 milioni di euro, ma l’occupazione perde 29.000 addetti nel secondo e terzo trimestre del 2008.

Ecco il comunicato stampa di Assinform, che anticipa il prossimo rapporto:

«In sei mesi, da aprile a settembre 2008, l'IT italiana ha perso 29.000 addetti. La previsione sul quarto trimestre è un calo ulteriore dell'occupazione, dell'ordine di - 11,5% rispetto al primo trimestre dell'anno, con una perdita di altri 18.000 unità per un totale di circa 47.000 addetti in meno a fine 2008. Ciò significa che la crisi in 9 mesi ha mandato in fumo l'aumento occupazionale registrato dal settore in tre anni.

Non si tratta di allarmismo, ma di valutare il fatto che negli ultimi mesi del 2008 i tempi della crisi si sono fortemente accelerati. La conseguenza è stata una forte riduzione della domanda d'innovazione tecnologica, che per il settore IT ha significato chiudere l'anno con una diminuzione della crescita allo 0,8%, a fronte del + 2% messo a segno nel 2007.

Si può dire che se per l'Information Technology italiana il 2008 non è stato ancora un anno di recessione, si è trattato tuttavia di un periodo di pesante rallentamento. Certo è che il settore ha ormai iniziato a risentire in modo serio di una crisi, i cui effetti perversi si stanno rivelando progressivamente.

Le previsioni sul 2009, infatti, sono preoccupanti. Se nel frattempo non interverranno correttivi efficaci, il trend di crescita del settore nel 2009 potrebbe subire un calo, dell'ordine di - 5,9 punti percentuali.

Abbiamo ascoltato con grande interesse il Presidente del Consiglio affermare che questi anni difficili vanno utilizzati per attrezzarsi e superare l'emergenza, scegliendo azioni strategiche per recuperare il tempo perduto e spingere il Paese verso l'innovazione. Ebbene, questo traguardo lo si può raggiungere, così com'è avvenuto in altri Paesi, considerando l'Information Technology e le infrastrutture digitali fondamentali per lo sviluppo del Paese, al pari delle autostrade di cemento, dei ponti e delle centrali energetiche. Ci aspettiamo quindi: di vedere inserito nel piano di investimenti per infrastrutturare il Paese, che il Governo sta varando, un importante capitolo sull'IT; che tutte le misure adottate per sostenere i settori economici tradizionali contengano un nocciolo di futuro, ovvero incentivi specifici al fine di promuovere l'incorporazione di innovazione digitale nei prodotti e nei servizi italiani.

Vi sono oggi sul tavolo dei Ministri competenti due programmi rilevanti per lo sviluppo dell'IT e la modernizzazione del Paese: il Piano e-Government 2012 e Industria 2015. Chiediamo al Governo di fare la sua parte, dando ai due programmi cOErenza, con le urgenze che impongono oggi i tempi della crisi, e concretezza assegnando le risorse sufficienti per essere implementati.

È questo, in sintesi, il messaggio che il Presidente di Assinform Ennio Lucarelli ha lanciato nel presentare a Milano l'anticipazione del Rapporto Assinform 2009, arrivato quest'anno alla sua 40a edizione, insieme ai risultati della seconda Indagine congiunturale sulle aziende IT.

"È bene riflettere sul fatto che recessione dell'It non vuol dire solo penalizzazione di un settore produttivo importante, con conseguenti problematiche sull'occupazione - ha sottolineato Lucarelli - . In realtà comporta un danno molto più grave al Paese, perché significa un depauperamento complessivo del Sistema-Italia nelle sue capacità di modernizzarsi e crescere in termini di competitività e produttività".

Secondo il Presidente di Assinform, sebbene si sia avuta una rinascita dell'Information Technology italiana, manifestatasi a partire dal 2004 e fino al primo trimestre 2008, non si è riusciti a colmare il gap d'innovazione che separa il nostro Paese dalla media mondiale di circa meno 5 punti percentuali.

Nel 2008 il mercato italiano dell'informatica (IT) ha raggiunto i 20.343 milioni di euro in crescita dello 0,8% sull'anno prima, comunque in rallentamento rispetto all'andamento del 2007 (+ 2%), soprattutto a causa della contrazione degli investimenti nelle imprese e del downpricing, mentre il mercato consumer passa a + 4,4%, con un pesante rallentamento rispetto al + 10,5% del 2007».

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