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Audiradio: si torna a 24 'casi' nel semestre e nell'annuale

Vediamo per prima cosa la nota emessa da Aeranti-Corallo:

«Come noto, la società Audiradio, a decorrere dall'anno 2009, ha deciso tra l'altro di prevedere una soglia di significatività per la pubblicazione dei propri dati, stabilendo che tale pubblicazione avvenga esclusivamente con riferimento alle emittenti radiofoniche che raggiungano la soglia di almeno 30 casi nel giorno medio; in precedenza, tale soglia era di almeno 24 casi.
In considerazione che tale scelta metodologica comporta una sensibile riduzione del numero di imprese radiofoniche locali con dato pubblicato, Aeranti-Corallo formulava istanza in via
d'urgenza alla Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, chiedendo di ordinare all'Audiradio srl, tra l'altro, il ripristino immediato della soglia di almeno 24 casi nel giorno medio ai fini della pubblicazione dei dati nell'indagine 2009.
Nel corso del procedimento, Aeranti-Corallo lamentava anche l'assenza dell'emittenza radiofonica locale dalla governance di Audiradio, peraltro in difformità dalle previsioni di cui all'art.
2 della delibera 85/06/CSP dell'Autorità.
Con delibera 75/09/CSP, recante "Misure e raccomandazioni nei confronti della società Audiradio in materia di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici", ... l'Autorità ha accolto le richieste di Aeranti-Corallo e ha disposto, tra l'altro, il mantenimento della soglia di pubblicazione dei 24 casi riferita al periodo semestrale e annuale, nonché, in tema di governance, ha disposto un progressivo ribilanciamento delle partecipazioni attualmente detenute nella società Audiradio dai singoli soggetti e un allargamento del capitale sociale alle componenti del settore della radiofonia non rappresentate.
L'Autorità ha inoltre disposto la realizzazione di un sistema di controllo della qualità dell'indagine che raccolga in maniera strutturata gli elementi e gli indicatori atti a comprovare la qualità stessa e preveda specifici criteri fondati su metodi statistici che individuino le possibili incongruenze dei dati rilevati.
L'avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo, ha espresso soddisfazione per la decisione dell'Autorità, che ripristina, quantomeno con riferimento al periodo semestrale e annuale, la soglia dei 24 casi nel giorno medio, che sussisteva da numerosissimi anni. Rossignoli ha espresso inoltre soddisfazione per la decisione dell'Agcom in materia di governance di Audiradio, in quanto con la stessa vengono accolte le richieste da lungo tempo formulate da Aeranti-Corallo».

La decisione dell'Autorithy ci pare importante per un'emittenza radiofonica locale sempre trascurata e negletta e negli ultimi anni in fase di progressiva e quasi inesorabile 'sparizione', purtroppo nel disinteresse generale, con gravi danni in termini di pluralismo e possibilità di 'dare voce' alle varie regioni, province e città italiane.
È interessante notare che l'Autorità ha espresso un giudizio sostanzialmente positivo sui nuovi panel-diari, in sede di integrazione ai dati precedenti (andando oltre i 'classici' 7 Giorni). Ma per il problema della 'governance' di Audiradio ecco la sua valutazione testuale:

«Le imprese radiofoniche operano sul mercato della raccolta pubblicitaria direttamente, ovvero attraverso società concessionarie, per vendere agli inserzionisti i propri spazi pubblicitari. Una delle variabili che concorrono alla collocazione di spazi pubblicitari sul mercato è costituita dall'audience conseguita dall'emittente attraverso la propria programmazione.
La rilevazione dei contatti dei mezzi di comunicazione nasce, pertanto, dalla necessità degli operatori e degli investitori di quantificare l'effettivo numero di consumatori raggiunti dai vari mezzi di comunicazione.
I dati dei contatti servono ogni giorno alle aziende intermediarie per valutare il ritorno dei loro investimenti e per effettuare l'analisi finalizzata all'ottimizzazione dell'investimento pubblicitario dei loro clienti.
L'intero sistema pubblicitario si basa sui servizi di misurazione di tali contatti (cd. media measurement services) i cui risultati incidono in modo "proporzionale" sulla valorizzazione delle inserzioni.
L'esistenza di dati univoci e condivisi da tutti gli operatori è pertanto un requisito imprescindibile per il funzionamento degli scambi, onde assicurare la convergenza di tutti gli interessi coinvolti nella misurazione degli indici di ascolto.
In Italia la società che svolge l'attività di rilevazione degli indici di ascolto radiofonico si basa sul modello organizzativo prevalentemente utilizzato a livello europeo, costruito sulla ripartizione del capitale azionario tra impresa concessionaria per il servizio pubblico radiotelevisivo, imprese radiofoniche private ed investitori pubblicitari (c.d. formula del JIC- Joint Industry Committees).
Il modello JIC presuppone un'intesa tra le componenti di mercato tale da garantire una sostanziale ed intrinseca stabilità, assicurando in tal modo un naturale equilibrio del sistema.
Dall'analisi dello Statuto di Audiradio emerge che i soci sono attualmente riconducibili a quattro tipologie:
a) associazioni utenti pubblicitari;
b) emittenza pubblica;
c) emittenza privata nazionale
d) concessionarie di pubblicità radiofonica

Il capitale sociale di Audiradio, pari a euro 258.000, risulta ripartito secondo le quote percentuali di seguito indicate:
UPA - Utenti Pubblicità Associati
13,3
ASSAP Servizi Srl
8,77
OTEP - Associazione Imprese Professionali di Tecnica Pubblicitaria
4,53
RAI - Radiotelevisione Italiana Spa
30,23
Radio e Reti
15,12
RCS Mediagroup Spa
7,56
Nuova Radio Spa
7,56
A. Manzoni & C. Spa
3,63
Radio Dimensione Suono Spa
2,33
Gruppo Finelco Spa
2,33
RTL 102.500 - Hit Radio Srl
2,33
Monradio Srl
2,33

Analizzando l'assetto partecipativo di Audiradio, si ravvisa che, pur essendo assicurata la presenza di più componenti, lo stesso appare, comunque, disomogeneo per caratteristiche dei componenti e per suddivisione delle quote sociali.
Da ciò scaturisce l'esigenza di un progressivo ribilanciamento delle partecipazioni attualmente detenute dai singoli soggetti e di un allargamento del capitale sociale alle componenti del settore della radiofonia non rappresentate, al fine di assicurare una equa ripartizione del capitale sociale e la massima rappresentatività nella composizione degli organi di gestione dell'impresa realizzatrice, così come previsto dall'art. 2 della delibera n. 85/06/CSP.
Lo Statuto di Audiradio già contempla, all'art. 7, la possibilità di apportare modifiche finalizzate ad assicurare l'equilibrio delle sua componenti e l'art. 5 prevede la facoltà di aumento di capitale riservato a terzi, proprio quando occorra ampliare la compagine sociale per accogliere nuovi soggetti che operano nel settore radiofonico o che tutelano interessi collettivi, che possono contribuire al conseguimento dell'oggetto sociale e consentire di accrescere la rappresentatività della società.
Inoltre, pur in presenza di limiti di gradimento da parte del Consiglio di amministrazione della società, è consentito il trasferimento delle partecipazioni a soggetti nuovi, secondo le medesime limitazioni stabilite per l'ipotesi di aumento di capitale. L'apertura all'ingresso di nuovi soggetti è peraltro garantita dall'assenza di patti parasociali.
L'Autorità ritiene che la società Audiradio, entro un termine congruo, quantificato in 90 giorni dall'entrata in vigore del presente provvedimento, debba individuare forme di riequilibrio ed apertura a nuovi soggetti del proprio capitale sociale nel senso sopra specificato, nonché di separazione dell'organo di amministrazione dall'organo di gestione tecnica della ricerca, con la finalità di rappresentare le diverse componenti del mercato radiofonico e di assicurare la massima correttezza e trasparenza delle rilevazioni.
Al fine di consentire il raggiungimento di tali obiettivi, l'ingresso in Audiradio dei nuovi soggetti va perseguito nel rispetto di condizioni equ
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