Audiradio: troppe Radio ‘non identificate’

Entro breve, Audiradio ha garantito l’uscita dei dati del secondo bimestre 2009, risultati che permetteranno di formulare i primi raffronti dopo i cambiamenti che hanno in parte rivoluzionato il questionario telefonico. Se non vi sono ancora elementi concreti per paragoni, che arriveranno quanto prima, la metodologia della nuova indagine ha lasciato tuttavia perplessi editori e pubblicitari in rapporto al risultato complessivo dell’ascolto: emittenti in buona parte in calo ed un numero crescente…

Entro breve, Audiradio ha garantito l'uscita dei dati del secondo bimestre 2009, risultati che permetteranno di formulare i primi raffronti dopo i cambiamenti che hanno in parte rivoluzionato il questionario telefonico. Se non vi sono ancora elementi concreti per paragoni, che arriveranno quanto prima, la metodologia della nuova indagine ha lasciato tuttavia perplessi editori e pubblicitari in rapporto al risultato complessivo dell'ascolto: emittenti in buona parte in calo ed un numero crescente di ascoltatori che segue con disattenzione il mezzo, non ricordando nemmeno il nome dell'emittente seguita.

L'anomalia, già in parte notata da Millecanali, è stata analizzata con maggior attenzione da Claudio Astorri che, attraverso il proprio sito web, ha diffuso un dato sconcertante: l'emittente più seguita in Italia - oggi - non sarebbe più Rai RadioUno, bensì "Radio Non Specifica". È questo il risultato che emerge, con l'ausilio del software Supernova, sulla base della modifica del questionario del giorno medio ieri, ora basato su una risposta spontanea.

In pratica, senza suggerimento, 7.5 milioni di italiani non ricordano il nome dell'emittente ascoltata, incrementando del 200% un dato che si era sempre soffermato attorno ai 2.5 milioni.

RisultatoO Un danno economico per le agenzie pubblicitarie che disperdono così 5 milioni di ascoltatori. Al di là della dispersione e della corretta analisi di Astorri, dal punto di vista artistico emerge un nuovo dubbio: quanto conta la qualità del prodotto, se per una larga fetta di ascoltatori nemmeno viene rilevato l'identificativo dell'emittente ascoltataO Forse la musica ed una buona ricezione del segnale sono più che sufficienti a chi segue il mezzoO

Indubbiamente Audiradio dovrà lavorare per migliorare il risultato della nuova indagine. Intanto, cresce la curiosità per i risultati del secondo bimestre, le cui risposte spontanee potrebbero modificare sensibilmente - già nell'arco di due mesi - l'equilibrio degli ascolti dei primi due mesi dell'anno.

Nicola Franceschini

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