Bandi Tv: nessuna schiarita

È arrivata l’attesissima risposta del Ministero ai quesiti sui bandi di assegnazione delle frequenze nelle aree digitalizzate entro il 2010. Ma alla fine restano i dubbi e le perplessità e tutto potrebbe finire al Tar.

La Frt ha appositamente atteso la risposta del Ministero per editare il suo giornalino 'Radio & Tv Notizie' ma alla fine purtroppo l'esito è questo:

«Dopo ben tredici giorni di attesa il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato le risposte ai quesiti posti dalle associazioni di categoria e dalle emittenti che dovranno partecipare al bando di assegnazione delle frequenze nelle aree digitalizzate entro il 2010. Le principali criticità emerse dai bandi di gara, quelle relative ai criteri da adottare per la suddivisione del patrimonio netto tra attività di operatore di rete e attività televisive e quelle relative alla documentazione dell'avvenuta instaurazione della separazione contabile, rimangono irrisolte.
La scorsa settimana, dalle pagine di questa newsletter, avevamo evidenziato che l'applicazione della disposizione sulla determinazione della quota di patrimonio netto da destinare all'attività di operatore di rete può causare forte disparità tra i soggetti partecipanti al bando, vista l'assenza di un criterio di calcolo valido per tutti.

Il Bando, infatti, prevede che sia lo stesso soggetto partecipante a calcolare e comunicare al Ministero l'ammontare del patrimonio imputato all'attività di operatore di rete. Ai fini del calcolo del patrimonio netto ciò può determinare, tra un'impresa e l'altra, una situazione di disomogeneità dovuta ai diversi criteri di imputazione di costi, ricavi e conti patrimoniali internamente adottati e creare forti disparità tra i soggetti partecipanti al bando. Su questo punto il Ministero rimanda a quanto prevedono il bando stesso e l'art. 25 comma 2 della Delibera 353/11/Cons dell'Agcom.

Vale la pena ricordare che nè il codice civile nè le altre disposizioni in materia prevedono l'obbligo di far risultare, nel verbale d'assemblea e nel bilancio, la ripartizione del patrimonio netto tra le varie attività svolte dall'azienda. Nè il Ministero attraverso i suoi atti come ad esempio i provvedimenti ministeriali di assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze digitali, ha mai disposto che il regime di separazione contabile dovesse risultare dal bilancio.
Tale disposizione è emersa solo con il bando pubblicato il 5 settembre! Conseguentemente, le società che hanno già approvato il bilancio non potevano prevedere un futuro obbligo in tal senso.

Per il Presidente dell'Associazione Tv Locali FRT, Maurizio Giunco, "c'è una reale esigenza di trasparenza e di chiarezza, da parte di chi dovrà partecipare alla gara, che il Ministero dello sviluppo economico ha ritenuto di non soddisfare, mantenendo ferme le posizioni di partenza. È dura da accettare, ma è così, e sarà ancora una volta la magistratura a colmare il vuoto lasciato dalla Pubblica Amministrazione. Il comportamento del Ministero è inaccettabile e non si può continuare a operare nell'incertezza e nell'assenza di regole chiare".

In effetti, uno degli obiettivi principali di un bando pubblico è proprio quello di assicurare che non vi siano, nè direttamente nè indirettamente, soggetti privilegiati e soggetti svantaggiati.
La scelta del Ministero di assegnare zero punti alle emittenti (praticamente tutte) che non hanno presentato un bilancio dal quale risulti la ripartizione del patrimonio netto relativo alle varie attività, significa annullare uno dei parametri previsti dalla legge 220/2010. In tal modo si determina, oltre ad un disallineamento normativo, anche una discriminazione tra i partecipanti alla gara. Di norma, per evitare situazioni discriminatorie la P.A. applica il principio dell'imparzialità che consiste, nella sua accezione negativa, nel divieto di qualsiasi forma di favoritismo nei confronti di alcuni soggetti a danno di altri e nella sua accezione positiva, nel predisporre i propri atti con efficienza, rapidità, trasparenza, chiarezza e contemperando gli interessi di tutti i soggetti interessati.
Per il Presidente della FRT, Filippo Rebecchini, "i dirigenti ministeriali, purtroppo, confondono il bilancio civilistico con quello gestionale che le imprese adottano al loro interno in cui è prevista la ripartizione del patrimonio netto tra le varie attività. È evidente che la questione finirà al TAR, dove i dirigenti del Ministero non hanno l'onere di corrispondere le parcelle agli avvocati”».

Non molto dissimile il giudizio della Rea, a sua volta pervenutoci tempestivamente:

«Le risposte che il Ministero ha dato ai quesiti che le emittenti hanno posto per la partecipazione ai bandi Tv riservati alle regioni già digitalizzate, come si prevedeva, sono lacunose ed equivoche fino al punto da creare nuovi dubbi ed incertezze sulla separazione contabile, sullo scorporo del patrimonio e dei dipendenti, sul calcolo delle coperture. La REA, pertanto, ha allertato i legali per approfondire le risposte ministeriali in modo da ricorrere con maggiore cognizione di causa in sede giudiziaria in parallelo con l¹impugnazione della Delibera di pianificazione AGCOM che ha stravolto i principi degli articoli 4, 13, 13bis e 14 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche in fatto di diritti costituzionali e di equa ed imparziale assegnazione delle frequenze tra Reti nazionali e Locali. Intanto proprio questa mattina lo Studio Legale Barneschi di Roma, su mandato di REA/Tele Sol Regina/SuperTV/Video Star/Antenna TRE/Tele Alternativa/Telemare/Napoli Tv/, ha notificato il ricorso avverso alla Delibera AGCOM di pianificazione al Capo dello Stato. Altrettanto dobbiamo fare con i Bandi. Quei Bandi vanno impugnati con urgenza ed efficacia. Gli Studi Legali degli avvocati Domenico Siciliano e Gianluca Barneschi sono a disposizione delle emittenti con tariffe convenzionate REA».

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