‘Barbarossa’: secondo flop

Non è piaciuto neanche al pubblico televisivo quello che per molti è il film (e la fiction) della Lega Nord (realizzato mediante la Rai). Ascolti medio-bassi per il ‘Barbarossa’ di Martinelli, dal bel budget ma dalla resa assai modesta.

Partiamo dalla fine. Il film su Federico Barbarossa per il cinema e per la Tv, tanto voluto dalla Lega Nord, nella messa in onda televisiva ha ripetuto il flop ai botteghini della versione per il cinema.

Il film, nel quale il leader della Lega ha avuto persino un cammeo, è andato in onda domenica e lunedì (ma perché si è aspettato tanto per metterlo in programmazione? Mah…) e ha realizzato il 13,55% di share con 3.559 milioni di spettatori ed è stato battuto sia dal «Grande Fratello» (che ha vinto la serata con 3,765 milioni di spettatori e il 17,97% di share) che da «Report» che ha raccolto il 14,21% di share con 3.726 milioni di spettatori. Lunedì Barbarossa ha invece ottenuto 3 milioni 723 mila spettatori, pari al 13.29 di share.

Ma oltre al danno la beffa: sarebbe stato visto più al Sud che al Nord (in Lombardia e Veneto gli ascolti sarebbero stati sotto il 10%).

Martinelli è un bravo regista, ma il film su Barbarossa non è certo all’altezza di ‘Porzus’ o di ‘Vajont'; le scene di battaglia primeggiano e caricano troppo la storia, con le sue atmosfere gotiche e una gran quantità di scene truculente come mani mozzate, lance che traffigono e tanto sangue. Anche le figure storiche sono poco caratterizzate (rimane comunque la bravura di Rutger Hauer ma anche Raz Degaz è maturato come attore).

Ma veniamo ai costi. Il film è stato fortemente voluto dalla Lega, dicevamo e, alla presentazione al Castello Sforzesco dell’edizione per il cinema, lo stesso Bossi (evidentemente inascoltato) aveva chiesto a tutti i leghisti di andare al cinema, perché «lì c’è la nostra Storia che in genere viene falsificata da Cinecittà che è in mano ai romani…».
Voluto tanto che in un’intercettazione telefonica per un’inchiesta sulla Rai, Silvio Berslusconi diceva ad Agostino Saccà «’sto cavolo di fiction per la quale Bossi mi sta facendo una testa tanto».

Una fiction-kolossal che sarebbe costata a quanto pare alla Rai circa 6 milioni di euro (sui 12 milioni di costi complessivi).

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