La libertà d'informazione nel Paese islamico
Bbc Persian, una voce sgradita al regime
02 Aprile 2010
Il canale televisivo satellitare della BBC in lingua persiana ha un pubblico potenziale di cento milioni di persone di lingua persiana in tutto il mondo e punta a raggiungere almeno dieci milioni di spettatori nei primi tre anni di attività. Il palinsesto comprende otto ore di trasmissioni giornaliere e la Tv può contare su corrispondenti da Beirut, Islamabad, Kabul, Gerusalemme e Washington oltre ad alcuni collaboratori a Teheran che hanno però vita alquanto difficile nel loro lavoro. La morsa della censura e il controllo della polizia segreta sono molto serrati e forti e sembra che, come accaduto per le sollevazioni studentesche e la morte della giovane Neda, siano i social network quelli che attaulmente hanno più successo come mezzi di comunicazione tra i giovani iraniani.
Infatti già altre emittenti straniere che hanno tentato di raccogliere le voci d'opposizione al governo iraniano o hanno comunque cercato di esercitare una certa influenza sul popolo persiano non hanno avuto successo, per differenti e complessi motivi. Già durante la presidenza Bush, infatti, Voice of America, la Televisione satellitare in persiano dagli Stati Uniti, diventata portavoce del presidente americano George W. Bush e degli oppositori iraniani, non aveva avuto molto seguito tra gli iraniani in Iran. Forse la BBC in persiano potrebbe avere più fortuna.
Ma ecco che scattano le contromisure del Governo iraniano. Eutelsat già in febbraio aveva depositato «un reclamo presso l'Agenzia Nationale delle Frequenze francese (ANFR) per le ripetute e deliberate operazioni d'interferenza che hanno come obiettivo trasmissioni via satellite di canali televisivi e radiofonici, tra cui BBC Persian, The Voice of America in lingua persiana, il servizio Radio Farda di Radio Free Europe/Radio Liberty e i servizi Tv e Radio della televisione tedesca Deutsche Welle. L'azione intrapresa da Eutelsat, attraverso il canale ufficiale dell'Organizzazione Internazionale Intergovernamentale, chiede all'ANFR di rinnovare i reclami contro queste operazioni di interferenza presso l'Unione Internazione delle Telecomunicazioni (UIT). Quest'appello alle autorità francesi e internazionali è intervenuto dopo le molteplici azioni intraprese da Eutelsat a partire dal maggio 2009 per porre fine a tali interferenze».
Più di recente, in marzo, l'operatore satellitare ha spiegato di aver «deciso di replicare i canali di Bbc Persian e Voice of America su altri satelliti della sua flotta più difficili da oscurare dai segnali emessi dall'Iran. Ora, in aggiunta a Hot Bird 8, Bbc Persian e Voice of America vengono trasmessi anche da W3A».
Non mancano invece voci 'ufficiali' e molto più gradite alle Autorità. È il caso di Press Tv (anch'essa diffusa da Eutelsat), canale televisivo in lingua inglese finanziato interamente dal governo iraniano e con sede anche a Londra. Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad al momento della sua nascita, nel 2007, ha definito la nuova emittente «un podio per chi rispetta la verità e per i musulmani del mondo».
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