Beha deve lavorare

A tre anni dal suo “allontanamento” dalla Radio la sezione lavoro del Tribunale di Roma stabilisce che Oliviero Beha deve essere reintegrato in Rai. Nella sua situazione c’è anche un piccolo esercito di ex dirigenti dell’emittente pubblica.

Il Giudice Giovanni Toti del Tribunale di Roma, sezione lavoro, ha recentemente emesso una sentenza che non ha fatto altro che confermare due provvedimenti d'urgenza emessi in precedenza da altri giudici del tribunale di Roma che imponevano alla Rai di far lavorare Oliviero Beha come giornalista. Beha ha anche chiesto che la Rai venga condannata al risarcimento del danno ma, come hanno spiegato gli avvocati del giornalista Domenico e Giovanni D'Amati, "per l'esame di questa domanda il giudice ha rinviato la causa all'udienza del 25 maggio 2007".

Beha è stato oggetto di continue interrogazioni parlamentari da quando, nel maggio del 2004, è stato rimosso dall'incarico di vicedirettore di RaiSport. Il mese successivo Beha ha perso anche il suo programma radiofonico "Beha a colori" (trasmissione erede di "Radio Zorro") che aveva caratterizzato per dodici anni con una linea editoriale che rientrava nei programmi "al servizio del cittadino". Due sentenze del tribunale di Roma avevano appunto imposto il suo reintegro ma Beha aveva ricevuto solo la proposta per uno spazio radiofonico di cinque minuti verso la mezzanotte su RadioDue. Infine la sentenza del Giudice Toti che ne impone adesso il pieno reintegro.

Beha fa parte di una nutrita schiera di epurati, ufficialmente dipendenti Rai ma di fatto a riposo forzato, il cui più illustre esponente è Carlo Freccero. Dal marzo 2002, quando Marano gli ha "sottratto" la carica di direttore di RaiDue, Freccero occupa un ufficio al secondo piano di viale Mazzini: si presenta, legge i giornali, studia nuovi programmi e se ne torna a casa (nell'organigramma Rai risulta come assistente del direttore generale).

Altri dirigenti messi in questi anni a "riposo forzato" sono stati: Luca Balestrieri (ex capo strategie tecnologiche dell'era Celli); Franco Modugno; Maurizio Ardito (nello staff della Annunziata); Enrico Giampaoli (ex capo Divisione 2); Luigi Ferrari (ex capo dello staff Celli; Stefano Gigotti (ha vinto la causa che ne impone il reintegro; era di di RaiClick); Paolo Francia (ex direttore di RaiSport); Alberto Severi (ex direttore del Televideo); Renato Parascandolo (ex direttore di Rai Educational); Federico Pirro, Stefano Marcelli e Giorgio Tonelli, ex capiredattori regionali; Ennio Chiodi, poi, fra le altre cose ex direttore del Centro di Produzione Rai di Milano, è diventato "assistente del direttore della Tgr Angela Buttiglione per la programmazione in lingua ladina".

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