Bielorussia: elezioni senza libertà

Propaganda e realtà in un Paese dove esiste ancora il KGB. La libertà è pochissima e fare opposizione a Lukashenko costa molto, anche il carcere. La triste realtà della Bielorussia.

È molto alta la pressione della autorità della Bielorussia (Paese dove esiste ancora “il KGB”) sui pochi giornalisti indipendenti rimasti nel Paese e sui rappresentanti dell'opposizione, in vista delle elezioni parlamentari in programma il prossimo 23 settembre.
Stando a quanto riporta Reportes sans frontieres, attento osservatore della realtà bielorussa, la richiesta di boicottaggio delle elezioni da parte di alcuni esponenti dell'opposizione non ha fatto altro che portare forti sanzioni agli stessi.

Ma le forme di pressione sono molteplici e pesanti. Ricordiamo quanto accaduto ai cittadini bielorussi che a seguito della vittoria 'bulgara' di Lukashenko (79,7%) alle ultime presidenziali hanno osato scendere in piazza per protestare. Le autorità, tramite la compagnia di telefonia mobile, agganciando le celle dei cellulari dei manifestanti, hanno identificato le persone che erano in piazza a Minsk a protestare, per convocarne poi buona parte negli uffici della Polizia o del Comitato per la Sicurezza dello Stato (che oggi si chiama ancora, appunto, KGB).

Pochi giorni fa la società di telefonia mobile BelCel aveva bloccato l'accesso a due siti, Charter97 e BelPartizan, da sempre critici nei confronti del regime di Lukashenko. Sono poi pochi i candidati che hanno dimostrato interesse ai dibattiti politici in Tv che l'Autorità spaccia come evento rivoluzionario di queste elezioni e gran segno di apertura. In realtà, nonostante qualche sembianza di pluralismo politico, la Commissione elettorale ha censurato molti messaggi elettorali sulla Tv di Stato di partiti di opposizione contenenti inviti al boicottaggio, riferimenti alla crisi economica del Paese o alla situazione dei prigionieri politici.

Inoltre una decina di giorni fa il KBG ha arrestato quattro esponenti di gruppi di opposizione molto attivi su alcuni blog, come uno la cui traduzione in italiano risulta più o meno “Ne abbiamo abbastanza di questo Lukashenko” e “SOUS only”.
Pavel Yeutsilkhiyeu del gruppo “Ne abbiamo abbastanza di Lukashenko” è stato condannato a 5 giorni di prigione con l'accusa di disturbo di ordine pubblico e Andrey Tkachou, dello stesso gruppo, a 7 giorni (stessa accusa). Raman Pratasevich, 17 anni, è stato invece rilasciato perché minorenne.

Anton Surpain, giovane blogger arrestato per aver pubblicato la foto degli orsacchiotti con messaggi a favore della democrazia lanciati sulla Bielorussia lo scorso luglio da un aereo affittato dall'agenzia pubblicitaria svedese SudioTotal, è stato rilasciato dopo un mese di detenzione ma è agli arresti domiciliari e su di lui pende ancora l'accusa di avere aiutato un ultraleggero ad entrare illegalmente nello spazio aereo bielorusso.

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