Blair batte la BBC. Il presidente si dimette

Il giudice lord Hutton dà ragione al primo ministro inglese Tony Blair sul caso Kelly – Iraq. Durissimo colpo per la BBC, che aveva accusato Blair. Il presidente Gavyn Davies si dimette, seguito dal direttore generale Greg Dyke.

Sicuramente l'avvenimento resterà segnato sui libri di storia britannici e non solo per ciò che riguarda il campo dei media. Una delle istituzioni inglesi per eccellenza, la BBC, esce malissimo, indebolita in prestigio e "onorabilità", da una vicenda che l'ha vista contrapporsi frontalmente al Governo di Tony Blair, vantando la forza della sua indipendenza e autonomia giornalistica, oltre che le sue capacità in questo campo.

"Le accuse della BBC secondo cui il governo di Blair avrebbe manipolato volontariamente il dossier di prove contro l'Iraq erano infondate". È stata questa l'attesa decisione del giudice lord Hutton, che ha fatto segnare la sconfitta della Tv di Stato inglese nel durissimo duello con il premier laburista (che pure aveva scelto negli anni scorsi uomini "fidati" per guidare la stessa BBC), che ha così avuto ragione su tutta la linea.

Secondo il giudice, infatti, le cose non stavano come sosteneva la BBC e Downing Street non era al corrente delle 'esagerazioni' sull'Iraq e Saddam Hussein contenute nel rapporto che era stato presentato al Parlamento, sulla base di informazioni dell'Intelligence britannica, nel settembre 2002. In particolare ciò vale per la questione dei "45 minuti" entro i quali il regime del dittatore iracheno sarebbe stato in grado, in teoria (m l'informazione viene considerate fasulla), di sferrare un attacco con armi di distruzione di massa.

La controversa vicenda aveva poi avuto un risvolto drammatico, quando lo scienziato David Kelly (considerato l'informatore occulto della BBC in materia) si era suicidato tagliandosi le vene, anche perché il suo nome era, alla fine, venuto allo scoperto.

Immediate le conseguenze della decisione di lord Hutton sulla BBC. Il presidente Gavyn Davies ha annunciato le sue dimissioni, seguito dal direttore generale Greg Dyke, mentre l'emittente ha anche chiesto scusa "solennemente" al pubblico e al Governo in diretta tv. Tony Blair e il suo Governo, invece, si rafforzano moltissimo in un momento assai delicato per un primo ministro non certo, ormai, molto popolare in Gran Bretagna.

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