Bonolis rinuncia a ‘Serie A’

Domenica Paolo Bonolis aveva nuovamente messo in subbuglio Mediaset con dichiarazioni contro la stampa e il direttore della redazione sportiva del gruppo, ‘ipotecando’ poi il trasferimento a Roma del programma ‘Serie A’. Il tutto in diretta Tv. Ma poi è saltato tutto…

Alla fine della puntata di 'Serie A - Il grande calcio', verso le 19.40 di domenica su Canale 5, c'era stata la tanto attesa 'rivelazione' delle intenzioni di Paolo Bonolis, di cui fin dalle 18 si aspettava il previsto 'messaggio ai telespettatori'.

Sollecitato ironicamente anche dalla Gialappa's, Bonolis aveva cominciato in chiusura di programma il 'sermone' (si ricorderà quello, terribile, su Ricci, a 'Domenica In' di qualche tempo fa) di cui sopra, cercando di minimizzare i contrasti interni che avevano portato 'Serie A', con grandi titoli, sulle pagine dei giornali.

"L'atmosfera qui è buona e il programma è un successo - spiegava Bonolis sperando di convincere qualcuno fra i telespettatori meno informati - . Leggo invece titoloni esagerati e sbagliati sui giornali". "Ma questi giornali, poi, quanto vendonoO" - infieriva Bonolis, ricordando come la Tv coinvolga sempre molti milioni di persone in più rispetto ai quotidiani.

Poi, dopo lunghi giri di parole, si arrivava al dunque: "Io questo programma non lo dovevo fare. Mi è stato proposto con calore e forza e l'ho fatto. Anzi, per farlo sono venuto apposta a Milano ogni domenica. Ora devo pensare ad altro, sto preparando il nuovo programma 'Il senso della vita', ho una famiglia e anche la mia giornata è di sole 24 ore".

Sembrava l'annuncio dell'addio, ma ecco il colpo di scena: "Ci sono state forti pressioni per farmi rimanere. Allora, in accordo con l'azienda vi dirò che 'Serie A' continuerà, che rimarrò, ma che la produzione si trasferirà, fra due domeniche, a Roma e che ci sarà una durata leggermente diversa della trasmissione stessa. Spero che Monica Vanali voglia essere dei nostri anche a Roma".

Tutto a posto dunqueO Macché, perché nel frattempo Bonolis aveva fatto una frittata. Riferendosi ai contrasti evidenziati dalla stampa con Ettore Rognoni, direttore della redazione sportiva Mediaset, aveva detto, sempre in diretta: "Ci sono stati dei piccoli screzi, amplificati dalla stampa. Sono stati fatti dei nomi, che non vorrei rifare anch'io. In particolare comunque, c'è un personaggio, che noi chiamiamo 'Er Penombra', che ha dei problemi suoi. Ha un carattere un po' particolare e forse non riuscirebbe ad andare d'accordo neanche con se stesso".

Dalla padella nella brace, dunque, e infatti a quel punto l'intera redazione sportiva di Mediaset insorgeva, non solo a difesa del 'povero' Rognoni ma anche contro le iniziative unilaterali di Bonolis, che già aveva ottenuto di poter gestire la puntata di domenica (che ha perso nuovamente in ascolti da Baudo, comunque) con gli opinionisti da lui scelti (Damascelli e Bartoletti) e con un'impostazione più (per lui) soddisfacente.

Fra le domande che ci si poneva: chi avrebbe gestito la produzione a RomaO Quale sarebbe stato a quel punto il ruolo della redazione sportiva di MediasetO Quale l'orario di trasmissione e la durataO

Sembrava di capire che tutto dipendeva, a quel punto, dalle scelte del solo Bonolis, formalmente sotto l'ala del direttore di Canale 5 Modina. Bonolis doveva soprattutto accontentare l'azienda che aveva venduto a spron battuto spazi pubblicitari nel programma di Paolino nell'arco delle due ore previste (occorrerà ricollocarliO).

Insomma, un guazzabuglio, che provocava comunicati di fuoco del Cdr, lo stato di agitazione dei giornalisti sportivi Mediaset e addirittura un 'proclama di protesta' di Sandro Piccinini a 'Controcampo'. Roba mai vista da queste parti, alla faccia della 'tranquillità' proclamata da Bonolis.

Nella serata di lunedì, dopo la proclamazione di uno sciopero dei giornalisti sportivi Mediaset, la vicenda ha però preso la piega prevedibile: il trasferimento a Roma è saltato e Bonolis lascia 'Serie A' e il calcio. Un epilogo non scontato alla vigilia (spiegato da Bonolis a 'Matrix' di Mentana) ma che era ormai divenuto fatale, dopo una serie di errori che lasceranno il segno non solo su 'Paolino' ma anche sulla struttura dirigenziale di Mediaset in generale.

Pubblica i tuoi commenti