Radio
Bordin si dimette da direttore di Radio Radicale
Elena Romanato
13 Luglio 2010
Ma torniamo a Bordin e Pannella e a quella domenica di Pasqua nella quale i due si erano confrontati un po' troppo aspramente in diretta. Il programma era quello, consueto, nel quale Bordin intervistava Pannella. Quest'ultimo troppo spesso si lascia andare a soliloqui e monologhi che lo stesso Bordin, collaudato e abile giornalista, fa fatica ad arginare. E quel giorno la rottura con una lite in diretta, un semplice "dialogo" secondo Pannella, quando iniziarono a sentirsi rumors sulle dimissioni di Bordin, che però di fatto confermò come un programma di quel genere non avesse più i presupposti sui quali basarsi per continuare ad andare in onda. "L'intervista che finisce in discussione quasi privata - dichiarò Bordin all'epoca - è un brutto incidente. Siamo arrivati al capolinea e la formula dell'intervista domenicale non funziona più". Così ci si mise una pezza invtando per un po' un 'terzo' protagonista della conversazione domenicale, poi si ritornò alla formula conuseta ma non era più come prima, come le vicende attuali confermano.
Venerdì scorso il messaggio di Bordin al Cdr pubblicato sul sito dei radicali, che ha dato annuncio delle dimissioni. "Mi ritengo costretto a questa scelta - spiega Bordin - da alcune prese di posizione dell'editore della Radio, che ho sempre considerato editore di riferimento politico prima ancora che divenisse proprietario di fatto. Da almeno due anni Marco Pannella ha più volte pubblicamente dichiarato che non si sente rappresentato dal modo in cui viene espressa la linea editoriale della Radio. È evidente che il rapporto fra editore e direttore si fonda proprio su un accordo sulla trasposizione in chiave giornalistica di una idea editoriale che promana dall'editore. Dunque le affermazioni di Pannella non possono che essere intese come una mozione di sfiducia nei miei confronti. Posso ritenere ciò immeritato, perfino infondato, ma non posso pretendere di far cambiare idea a Pannella e francamente non so nemmeno se ne avrei comunque voglia. Il fatto che Pannella abbia sempre aggiunto che in ogni caso intende stare a vedere come evolverà la situazione senza prendere alcuna decisione ("almeno per sei mesi" - ha aggiunto nella riunione plenaria della Radio da lui recentemente convocata) a mio modo di vedere non migliora la mia situazione".
La replica di Pannella non si è fatta attendere. "Care e cari compagni del Cdr - scrive Pannella - le dimissioni "da direttore di Radio Radicale" testé annunciatevi da Massimo Bordin, mi hanno visto - come non di rado nel passato - e mi vedono assolutamente contrario, come Massimo stesso conferma. La motivazione oggi illustrata è manifestamente di per sè destituita di qualsiasi serio fondamento. Scrivo "manifestamente" perché sull'argomento ho sempre tenuto a manifestare, in primo luogo nei nostri dialoghi domenicali, la mia posizione di editore. Ho ripetuto a iosa, e seccamente, che la concezione di Radio Radicale era ed è tale da non permettere all'editore anche solo di auspicare (per non dire altro) dal direttore di Radio Radicale una condivisione della mia personale linea politica nell'ambito di quelle esistenti nell'area, nella galassia. Ho quindi dovuto spesso ribadirlo pubblicamente e personalmente a Bordin, a tutti gli ascoltatori di Radio Radicale, a tutti i compagni radicali che fossero interessati al tema".
A Bordin è stato ora proposto di proseguire l'esperienza con Radio Radicale in altre vesti, mentre un suo papabile successore potrebbe essere Marco Cappato. Ma sarà quel che vorrà Pannella, come sempre.
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