‘Boris’ anche su RaiTre

Con ‘Boris’ la Tv parla di se stessa e si prende in giro con ironia e positivo sarcasmo, buoni testi e buona recitazione.

Non è proprio una novità per la Tv, dato che 'Boris' è già stato programmato su Sky e Fox, ma l'arrivo della fiction cult su RaiTre, in seconda serata, è un evento di qualità per la Tv pubblica. Carina e simpatica è infatti considerata 'Boris', una fiction Tv sulla Tv (messa in mostra in tutti i suoi difetti) lanciata dal canale satellitare Sky qualche tempo fa.
Ormai 'Boris' è stata analizzata e presentata da tutti i punti di vista ma questo non impedisce di parlare anche qui di un buon prodotto, nato su un'emittente privata pay; questa produzione Sky approda ora al servizio pubblico, facendo quindi un percorso diverso dal solito. E non importa più di tanto, in fondo, se questa scelta deriva direttamente dal fatto che in seconda serata su RaiTre, dopo che era stato deciso di 'congedare' la Dandini, si era creato un buco di programmazione di un certo rilievo.

'Boris' è un prodotto rivolto sicuramente ad un pubblico giovane, con linguaggi e canoni espressivi destinati alle nuove generazioni e un po' di nicchia (basta analizzare i pubblici, i dialoghi, le storie di fiction - se così si possono chiamare - come 'Beautiful', 'Centrovetrine' o lo stesso 'Un posto al sole', per capire che qui siamo completamente su un altro pianeta).

La serie prende il nome dal pesce rosso che la troupe della fiction "Gli occhi del cuore" capitanata da Francesco Pannofino considera il protagonista. Anche se la storia è raccontata da Alessandro (Alessandro Tiberi), un giovane ragazzo, appassionato di spettacolo, che lavora come stagista (lui, quando chiede, invano, al produttore di vedere riconosciuto economicamente il suo lavoro si sente rispondere con un sonoro "vaffa...").
'Boris' è una breve fiction corale che racconta con ironia e sarcasmo quel mondo televisivo che vive di serialità a basso prezzo e a basso livello. Sono certe fiction, nostrane e non, dominate dalla pessima recitazione e dalla presenza di attori impreparati, con trame che sembrano scritte da un bambino di cinque anni, gli attori raccomandati, le reti senza le idee (e in questo caso l'approdo di 'Boris' alla Rai ne è quasi una conferma) e le società di produzione guidate da incompetenti.

Tutto in una visione tra il realistico e il macchiettistico di certi personaggi che vengono presentati come 'tipici' del mondo dello spettacolo, cosa che sembra purtroppo vera. Ne sono un esempio Stanis (Pietro Sermonti), protagonista della fiction e mediocre attore che però si atteggia a divo hollywoodiano, o Corinna (Carolina Crescentini), la protagonista femminile, un'attrice senza nessun talento che ha ottenuto la parte soltanto grazie all'amante produttore Tutto viene raccontato con ironia e buon gusto, pur indulgendo a volte su espressioni forti.

Il film tratto dalla serie Tv non è stato invece un gran successo, a dimostrazione che certi linguaggi vanno bene per il piccolo schermo; trasportarli su quello grande può comportare dei rischi.

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