Brevettabilità dei software: una voce ‘diversa’

Sulla importante questione della “brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici” in Europa, già da noi affrontata nei giorni scorsi, diamo conto di un’opinione assai diversa da quella illustrata in precedenza.

Sulla questione della "Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alla brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici" (CII) approvata lo scorso 8 marzo dal Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea e che nella prima settimana di luglio sarà all'esame del Parlamento europeo (vedi 'l'appello' dei giorni scorsi sulla questione di cui abbiamo riferito), registriamo, come è doveroso, anche una posizione decisamente contraria alla brevettabilità delle stesse CII. Si tratta dell'opinione dell'associazione Registro Informatici, delle cui posizioni diamo conto qui di seguito:

"Registro Informatici è l'associazione di tutti coloro che lavorano con le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, sia che svolgano mansioni tecniche o commerciali, sia che operino come dipendenti o come liberi professionisti, come managers o come imprenditori, e sia, infine, che si trovino solo agli inizi della carriera.

Registro Informatici si propone di valorizzare le professionalità informatiche perseguendo una qualificazione sempre più puntuale dei ruoli e delle mansioni, di tutelare gli interessi di tutti coloro che operano nel settore ICT, sia sul versante della domanda che su quello dell'offerta, di fornire servizi di buona qualità ai Soci e di contribuire alla diffusione della cultura informatica.

Gli sviluppatori e gli utilizzatori di software in Europa si troveranno di fronte ad un grande pericolo se l'UE permetterà di brevettare le tecniche di software: il pericolo di essere incriminati per le idee contenute nei software che essi sviluppano e usano.

A differenza del copyright, che protegge la descrizione dell'intero programma ma non le singole idee che lo compongono, la brevettabilità del software consentirebbe un monopolio sull'uso di tecniche generiche. Un programma complesso è la combinazione di migliaia di queste tecniche.

Se un Paese permette la brevettabilità di ognuna di queste tecniche, un programma complesso può infrangere centinaia di brevetti in un colpo solo. (secondo uno studio svolto lo scorso anno il Kernel di Linux, la parte centrale del programma linux, usato per il sistema operativo GNU, infrangerebbe 283 brevetti USA).

Come sono queste tecnicheO Consideriamo la "progress bar", la barra progressiva che gradualmente passa dallo 0% al 100% mostrando sullo schermo la realizzazione di una operazione, come l'apertura di una pagina web o lo scaricamento di un documento. Questa tecnica è una piccola parte contenuta in migliaia di programmi software che svolgono differenti funzioni. Persino questa tecnica è stata brevettata all'Ufficio Europeo dei Brevetti, insieme ad altre 50.000, a dispetto dello stesso trattato costitutivo dell'Ufficio Europeo dei Brevetti. Se la Direttiva dell'Unione Europea desse un valore legale a questi brevetti, gli sviluppatori e gli utilizzatori di migliaia di programmi rischierebbero la minaccia di incriminazioni.

Un programma è come un romanzo: una raccolta di dettagli che insieme sviluppano molte idee. Immaginate cosa accadrebbe se ogni idea letteraria venisse brevettata, per esempio "una scena d'amore con una donna sul balcone" o "gli occhi blu di una persona che assomigliano al mare". Chiunque scrive un romanzo potrebbe violare diverse centinaia di brevetti; se uno scrittore scrivesse con la preoccupazione di essere incriminato difficilmente scriverebbe un buon romanzo. Non è questo il modo di promuovere la scrittura dei romanzi e neanche dei programmi software.

Le pressioni per la brevettabilità del software provengono principalmente dalle multinazionali dell'informatica. Esse vogliono la brevettabilità del software perché ognuna ne detiene migliaia negli USA e li vuole importare in Europa. Se l'Europa permetterà la brevettabilità del software le multinazionali (molte non europee) avranno uno strumento di controllo sull'uso del software in Europa...

I brevetti degli Stati Uniti riguardano soltanto ciò che è fatto negli Stati Uniti, ma ognuno può avere un brevetto statunitense. Le compagnie europee possono avere brevetti statunitensi e attaccare gli sviluppatori americani. Ma attualmente gli Americani non possono avere brevetti software Europei e quindi attaccare gli Europei. Fino a che l'Europa rifiuterà di brevettare il software, l'Europa avrà questo vantaggio...

Gli associati a Registro Informatici ritengono che la normativa sul diritto d'autore sia ampiamente sufficiente a garantire tutela ai produttori di software europei e di conseguenza censurano ogni iniziativa tendente ad introdurre surrettiziamente misure di fatto regolatrici del mercato e limitatrici della libera concorrenza a svantaggio delle PMI, nonché vincoli impropri ed inopportuni per gli operatori".

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