Cagliari in DTT: arriva anche l’Alta Definizione

Sulla base della cronaca di un recente ‘evento’ sardo, ecco che cosa succederà a Cagliari dal 1° marzo, soprattutto in materia di Alta Definizione…

Si è svolto venerdì 16 febbraio a Cagliari nella sede dell'"Unione Sarda" un convegno dedicato alla Televisione digitale terrestre; ad organizzarlo è stata l'emittente televisiva locale Videolina. Fra i relatori possiamo citare Enrico Rais, amministratore dell'emittente, ed in questo caso padrone di casa, Andrea Ambrogetti, presidente del consorzio Sardegna Digitale, Alberto Tasca, suo vice, Eva Spina e Marina Verna, dirigenti del Ministero delle comunicazioni, Stefano Selli della Frt, Massimiliano Catanzaro di Mediaset. C'erano anche, naturalmente, i dirigenti dell'emittente cagliaritana organizzatrice (Videolina appunto), in primis il vicepresidente Carlo Fantola, seguito da Bepi Anziani e Ivano Conca.

Stefano Selli ha ricordato ciò che la Frt assieme a DGTVi ha chiesto al Governo, e cioè "che venga attuata una sintonizzazione automatica adeguata, per tutelare la sintonia sul telecomando delle emittenti locali, che è un bene preziosissimo. La Frt, tramite un accordo nell'ambito di DGTVi, è riuscita ad ottenere che le Tv locali siano collocate subito dopo le prime 8 posizioni nazionali (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La 7 e MTv), quindi prima di qualsiasi canale nuovo, anche più appetibile".

Altro punto dolente toccato da Selli è stato quello delle frequenze: "C'è grande preoccupazione per le frequenze che si andranno a liberare quando il sistema andrà a regime. Noi come Frt sosteniamo che piuttosto che parlare di requisizioni o restituzioni per creare, sulla base del Ddl Gentiloni, una sorta di banca-dati delle frequenze, sia meglio non togliere nulla a chi già opera. Le frequenze sono un bene preziosissimo per le emittenti, acquisite con fatica in tanti anni. Magari si può provare ad individuare delle forme, dei meccanismi di utilizzo delle stesse per chi opera nel settore".

Subito dopo ha preso la parola Massimiliano Catanzaro di Mediaset, che ha illustrato il percorso effettuato dalla sua società in questi ultimi anni per arrivare al digitale terrestre. Ma quello che più ci interessa è il fatto che il gruppo milanese ha intenzione dal primo marzo prossimo dai ripetitori di Serpeddì e di Capoterra di iniziare la sperimentazione dell'HD. Vediamo come ha descritto l'operazione Catanzaro:

"Il primo marzo spegneremo i ripetitori di Rete 4 sull'area di Cagliari e quello che stiamo pensando di fare è un test, una sperimentazione di trasmissioni in digitale terrestre in alta definizione. Quindi sfruttare l'occasione dello spegnimento dell'analogico per sperimentare questa nuova opportunità. Offriremo anche tutta una serie di servizi interattivi dedicati alla città di Cagliari. La sperimentazione dell'Hd avverrà ovviamente con un "panel" (dobbiamo ancora deciderne l'estensione) e attraverso questo panel cercheremo di valutare tutta una serie di indicazioni sull'apprezzamento del servizio".

Altro intervento è stato quello di Andrea Ambrogetti, presidente del consorzio Sardegna Digitale, che ha sciorinato le cifre che riguardano la Dtt. Sentiamolo: "La Sardegna e Cagliari hanno raggiunto il primato mondiale di penetrazione Dtt, avendo superato abbondantemente la soglia dell'80% delle famiglie che sono in grado di ricevere la televisione attraverso lo standard digitale: 4 famiglie su 5 sono già in grado attraverso il decoder Dtt o attraverso il satellite di ricevere la televisione digitale. Con il 1° marzo Cagliari raggiunge un altro primato mondiale, che è quello di un'intera area che trasferisce 2 reti analogiche esclusivamente in digitale terrestre. Dal 1° marzo gli spettatori dovranno iniziare ad usare il decoder e cosa accadràO Intanto al posto dei 14 canali analogici attualmente ricevibili adesso dai 2 ripetitori di Serpeddì e Capoterra si passerà già a 37 canali".

Ambrogetti ha poi concluso: "Ci auguriamo che nei prossimi 6 mesi nella vasta area di Cagliari tutte le reti passino in Dtt, così da avere nel marzo del 2008 tutta l'isola in Dtt".

Altro intervento è stato quello di Eva Spina del Ministero delle Comunicazion: "Riprendono i contributi statali di 70Euro per l'acquisto del decoder interattivo, inoltre dal 5 febbraio è stato attivato un call center con il numero verde 800 022 000 ed anche il sito Internet www.decoder.comunicazioni.it. Le famiglie in regola col pagamento del canone riceveranno a casa una lettera informativa dal Ministero delle comunicazioni a firma congiunta di Rai, Mediaset e Telecom Italia Media. Inoltre dal 7 febbraio sono partiti i banner informativi su Rai 2 e Rete 4".

La Spina ha poi proseguito così: "Nell'Ispettorato territoriale del Ministero delle Comunicazioni di Cagliari è stato istituito un contact center che sarà operativo per avere incontri e rapporti con associazioni di installatori ed associazioni di consumatori".

Ma quel che più ci interressa è il fatto che è stato reso noto il numero dei comuni interessati allo switch off in questa prima fase. A rivelarlo è stata proprio la rappresentante del Ministero: "I comuni interessati allo switch off sono 123 (a proposito di questi 123 comuni dobbiamo rimarcare che ve ne sono sia di più rispetto al reale, perché alcuni comuni ivi riportati sono serviti da altre postazioni specifiche, sia in meno rispetto a quelli realmente coperti dagli stessi; Ndr.)".

Subito dopo l'intervento della dirigente ministeriale ha ripreso la parola Ambrogett: "Il 1° di marzo non ci sarà una sintonizzazione prestabilita. Nel momento in cui si passa dall'analogico al digitale noi dobbiamo dare all'utente tutte le certezze e la tranquillità che ha avuto nell'usare l'analogico. Quindi nello stesso ordine devono essere messi i nuovi canali sul telecomando. Noi ci auguriamo che l'Autorità nel giro di poche settimane dia le sue indicazioni, dopo di che tecnicamente sarà possibile aggiornare i decoder in modo da dare un servizio più ordinato ai cittadini".

Ultima a prendere la parola è stata Marina Verna anche lei del Ministero delle Comunicazioni che ha voluto precisare che "i televisori oggi in commercio dotati di decoder integrato non sono in realtà, in genere, MHP, ma permettono solo di ricevere il digitale".

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