Calcio al potere in Gran Bretagna

Assurdo, incredibile ma vero: il calcio continua a ‘dilagare’ per ciò che riguarda i prezzi dei diritti Tv in Gran Bretagna e si va su cifre ancor più stratosferiche. BSkyB mena la danza e stavolta ‘si inserisce’ British Telecom.

Vediamo l'attento articolo di Enrico Franceschini su 'Repubblica':

«Il campionato di calcio inglese è sempre più una macchina da soldi. La Premier League ha rinnovato i diritti televisivi delle sue partite limitatamente alla sola Inghilterra con un contratto da record: più di 3 miliardi di sterline (circa 3 miliardi e mezzo di euro) per tre anni, a partire dalla stagione 2013-2014, con un aumento del 70 per cento sul contratto triennale odierno, che valeva 1 miliardo e 800 milioni di sterline.

Vale a dire che d'ora in poi la Premier varrà più di un miliardo l'anno, che porterà nelle casse dei suoi venti club una media di 60 milioni di sterline a stagione soltanto per i diritti tivù in patria, a cui si aggiungeranno quelli per il resto del mondo. Ogni singola partita costa in diritti tivù quasi 7 milioni di sterline.

Una pioggia di soldi sempre più fitti, dunque, su quello che è già oggi il campionato più ricco (e secondo molti anche il più bello) del mondo. «Sono rimasto sorpreso io stesso dall'incremento vertiginoso rispetto al contratto precedente» - ammette Richard Scudamore, presidente della Lega Calcio inglese, spiegando che il motivo è la crescente competizione per aggiudicarsi le partite.

La gara è stata vinta ancora una volta da BSkyB, la rete televisiva privata di cui Rupert Murdoch ha una quota di minoranza (e di cui voleva acquistare la maggioranza, prima che lo scandalo Tabloidgate bloccasse tutto), che proprio sul calcio ha costruito il suo successo. Ma il partner di Sky finora era il network americano Espn, mentre nel prossimo triennio sarà la British Telecom, che farà vedere una trentina di partite su 150 (le altre su Sky) su una triplice piattaforma: tivù, web e telefonini. Pur spendendo un miliardo a stagione per poterle trasmettere, evidentemente, le telecronache della Premier fruttano ancora più denaro».

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