Canone Rai: come sarà nel 2015?

Il problema resta aperto –

Chi ci capisce qualcosa è bravo. Dopo tante parole e tanti sbandierati propositi di riforma, il Governo Renzi gira a vuoto sul tema del canone Rai e davvero non si sa se si andrà di fatto a una semplice proroga nel 2015 o se succederà qualcos’altro.

In Parlamento, visto che non c'è nulla di effettivo da discutere, nonostante i tanti annunci, alla fine, siamo al momento delle mozioni e degli 'impegni' che il Governo sarebbe in teoria tenuto a mantenere. In realtà sono semplici schermaglie, perché la battaglia effettiva, al momento, non si capisce se e quando in realtà sarà combattuta e l'impressione è che alla fine si andrà ad un intreccio con l'altra battaglia ancora più importante che si deve svolgere di qui a pochi mesi, quella sulla governance della stessa Rai, alla scadenza dell'attuale Cda e degli attuali vertici.

Ma cosa è successo con il provvedimento che doveva cambiare tutto sul canone Rai, abbassandone l'importo e eliminando l'evasione (altissima, specie al Sud) grazie all'ormai mitico abbinamento con la bolletta elettrica? Il Governo aveva iniziato pasticciando molto (come riesce spesso a fare) sul tema del canone, vagheggiando persino un ricorso collaterale alla Lotteria Italia e dando in realtà l'impressione di voler 'tenere per le briglie' la Rai, grazie al controllo fondamentale sulle risorse economiche dell'azienda, che sono quasi tutto, come si è ben visto nella famigerata vicenda del taglio dei 150 milioni, adottato in modo scriteriato e anche legalmente piuttosto dubbio (come poi si è visto con il ricorso deciso dalla Rai).

Dopo una fase confusa, le cose sembravano essersi assestate su una soluzione non priva di una certa logica, che quasi dimezzava l'importo del canone (il Governo avrebbe così fatto la sua bella figura con la gente, perché poi il canone, si sa, è una tassa assai odiata) e contemporaneamente ne legava il pagamento alla bolletta elettrica, eliminando un'evasione quasi 'di massa' che all'estero è sconosciuta. La Rai non ci perdeva ma addirittura, in alcune prospettive rosee delineate, ci guadagnava e allora si dissertava persino su cosa fare del gettito extra, perché a Viale Mazzini non può certo tornare l'epoca dei bilanci 'troppo gonfi' e delle 'spese allegre'.

Tutto troppo bello per essere vero. Ecco allora che il mitico emendamento alla legge di Stabilità che doveva prevedere tutto questo non ha visto la luce, perché il canone legato alla bolletta elettrica proprio non piace a tanti, ma soprattutto ha visto insorgere l'alleato di Centro-Destra di Renzi, ovvero l'NCD di Alfano. Nella partita si è impegnata a fondo la non dimenticata ex ministra Nunzia De Girolamo, che ha detto: 'La bolletta elettrica non si tocca e il canone qui non deve andare; semmai potrebbe essere inserito nella dichiarazione dei redditi'.

Niente emendamento, dunque, e tutto ai blocchi di partenza. Ma perché questo atteggiamento degno forse di miglior causa? La De Girolamo è campana e in Campania l'evasione del canone è davvero molto significativa. I due elementi avranno rapporti fra loro? Certo, sono solo sospetti, ma sembrerebbero fondati. In ogni caso, il canone per ora resta com'è e la stessa Rai si è preoccupata di farlo sapere (perché poi la Rai ha una sua sezione interna che della riscossione del canone e degli adempimenti amministrativi connessi si occupa e domani potrebbe anche magari destinare questi dipendenti ad altri compiti).

Non si sa dunque cosa accadrà a questo punto. La De Girolamo, lanciatissima, prova a immaginare il canone nella dichiarazione dei redditi e per giunta su base progressiva (una cosa del tutto nuova e, per quel che sappiamo, con pochi altri esempi analoghi al mondo), il Governo non sa che pesci pigliare, ma per legge deve pur dire a breve cosa succederà con l'importo 2015 del canone stesso e deve stabilire come la gente lo pagherà (come sempre?).

Il giallo fra poco si scioglierà e l'idea che si vada a una proroga, in attesa di decidere anche il peso delle varie forze interne alla maggioranza, potrebbe presentarsi come 'fatale'.

Alla fine resta una grande sensazione di sconcerto. Sulla Rai il Governo finora ha detto di tutto e di più, mille cose davvero, ha fatto tanti annunci, alcuni buoni e altri discutibili, ma quel che è certo è che ha combinato poco nulla e quel poco che ha fatto si è visto come è finito. Un minimo di serietà e di provvedimenti effettivi e 'duraturi' non guasterebbe davvero.

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