‘Canoni’ per le frequenze: un pesante problema aperto

Non trova per ora soluzione la problematica dei contributi annuali per l’utilizzo delle frequenze DTT, dopo le decisioni dell’Agcom e le promesse di intervento da parte del Governo. Per le Tv locali gli oneri restano insostenibili.

Vediamo prima il giudizio di Confindustria Radio/Tv pubblicato su 'Radio Tv News':

«L'AGCom ha pubblicato sul proprio sito web la Delibera N. 494/14/CONS che fissa i criteri per la determinazione da parte del MISE dei contributi annuali per l'utilizzo delle frequenze in DTT dal primo gennaio 2014.
Come già scritto nei precedenti numeri di 'Radio Tv News', sia il precedente testo di consultazione pubblica emanato dall'Autorità (Delibera N. 210/14/CONS) che l'attuale prevedono che il criterio di calcolo per la contribuzione annuale non venga più determinato sulla base dei fatturati di bilancio derivanti dall'attività televisiva delle aziende, bensì dal valore economico del “bene frequenza” utilizzato dagli operatori di rete (sia in ambito nazionale che locale).

Nello specifico, il calcolo viene effettuato sulla base del valore, indicato dal Ministero dello Sviluppo Economico, delle frequenze nazionali assegnate come base d'asta attraverso la procedura competitiva di cui alla delibera N. 277/13/CONS (ex beauty contest). Nell'attuale Delibera, tale valore è stato determinato dall'Autorità attraverso una procedura di “annualizzazione” della risorsa frequenza prendendo come riferimento il tasso medio dell'anno 2013 dei titoli di Stato BTP di durata più prossima a quella dei diritti d'uso delle frequenze.

Una prima lettura del provvedimento evidenzia che l'AGCom, in considerazione della specificità del comparto ha accolto le richieste formulate dall'Associazione Tv Locali aderente a Confindustria Radio Televisioni in sede di consultazione pubblica.

La prima richiesta si riferiva all'innalzamento, da parte dell'Autorità, del tasso di sconto del 70% per gli operatori di rete in ambito locale. Su tale punto nell'attuale provvedimento è stata aggiunta la parola “almeno” davanti al 70%. La seconda richiesta riguardava l'ampiamento dell'arco temporale del meccanismo di pagamento (glidepath) previsto dall'Autorità per l'entrata a regime del contributo che, infatti, è stato portato da cinque a otto anni».

Decisamente più duro il giudizio di Aeranti-Corallo, come riportato su 'TeleRadioFax':

«Come preannunciato nello scorso numero del TeleRadiofax, l'Agcom ha emanato lo scorso 30 settembre la delibera n. 494/14/CONS, recante i criteri per la fissazione da parte del Ministero dello Sviluppo economico dei contributi annuali per l'utilizzo delle frequenze nelle bande televisive terrestri. Tale delibera è stata resa disponibile nel sito Agcom solo l'8 ottobre u.s.
Come già rilevato, si tratta di un provvedimento particolarmente penalizzante per l'intero settore. Infatti, la delibera, pur recependo alcune osservazioni formulate da AERANTI-CORALLO nel corso della relativa consultazione pubblica (contributo per la concessione dei diritti di uso delle frequenze scontato almeno del 70% anziché al massimo del 70%, ponderato in misura proporzionale alla popolazione corrispondente all'ampiezza dei diritti d'uso assegnati, anziché corrispondente alle province oggetto in tutto o in parte dei diritti di uso) continua ad essere inaccettabile per il settore televisivo locale, in quanto i criteri per la determinazione dei contributi dovuti per la concessione dei diritti di uso (ai sensi dell'art. 35 del Codice delle Comunicazioni elettroniche) generano importi comunque insostenibili per il comparto televisivo locale.

Occorre inoltre considerare che non avendo l'Agcom accolto la richiesta di AERANTI- CORALLO di definire anche i diritti amministrativi per l'attività di operatore di rete (di cui all'art. 34 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche), l'applicazione di questi ultimi diritti insieme a quelli per la concessione dei diritti di uso delle frequenze (di cui all'art. 35 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche) determina importi assolutamente incompatibili con i bilanci delle imprese televisive locali.

AERANTI-CORALLO ha chiesto al Sottosegretario Giacomelli l'approvazione (nell'ambito della legge di conversione del Decreto legge “Sblocca Italia”, attualmente all'esame del Parlamento) di una norma che nell'immediato, proroghi il regime transitorio di cui all'art. 27, comma 9 della legge n. 448/99.
Tale regime prevede il pagamento dell'1% del fatturato (riferito all'attività di operatore di rete e di fornitore di servizi di media audiovisivi per il marchio ex analogico) con il limite massimo di Euro 17.776,00. Con molta probabilità, la delibera Agcom n. 494/14/CONS verrà impugnata da numerose imprese avanti il Tar del Lazio: infatti, anche qualora venisse approvata una proroga in tal senso, al termine di detto periodo (qualora non intervenga una revisione complessiva della materia) tale delibera troverebbe nuovamente applicazione».

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