Cheli: “C’è poco pluralismo in Tv”

Enzo Cheli, presidente dell’Authority delle Comunicazioni, nella sua relazione annuale, ha evidenziato “la necessità di una nuova legge per il settore delle telecomunicazioni”.

Cheli ha parlato anche di "una situazione insoddisfacente sul terreno del pluralismo televisivo", per la rigidità del "nostro sistema misto". Immediata la replica di Maurizio Gasparri: "Stiamo lavorando alla stesura di una legge di sistema per il comparto tlc e radiotelevisivo. Credo che in autunno avremo un testo pronto e si potrà avviare una discussione".

Sempre secondo Cheli, "a livello mondiale, la primavera del 2002 ha segnato l'ingresso del settore telecomunicazioni nel terzo anno di crisi. Si calcola che nella primavera del 2002 le maggiori società telefoniche d'Europa avessero debiti per 285 miliardi di dollari, di cui il 45% concentrati in France Telecom e Deutsche Telekom". Uno scenario che si riflette nella debolezza del mercato azionario "che ha finito per distruggere, con forti oscillazioni al ribasso, parti consistenti del proprio valore".

Secondo il presidente dell'Authority si avverte l'esigenza di una "legge di sistema" del settore della comunicazione, "destinata a durare nel tempo e in grado di anticipare il senso dello sviluppo tecnologico, economico e sociale che oggi si va delineando nel mondo della comunicazione, ed in particolare nel settore radiotelevisivo".

Nonostante tutto, sottolinea Cheli, il settore delle comunicazioni resta uno dei più importanti per la crescita dell'economia mondiale con l'Italia in buona posizione in Europa.

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