Cinecittà torna pubblica e sogna il rilancio

A 80 anni dalla sua nascita Cinecittà torna nell’ambito pubblico. L'ha annunciato Istituto Luce-Cinecittà, sottolineando che l’assemblea dell’istituto ha sottoscritto l’atto di acquisizione di Cinecittà Studios, che riporta appunto gli storici teatri di posa romani e le sue attività di produzione sotto la gestione pubblica.

Con l’acquisizione di Cinecittà Studios Istituto Luce Cinecittà assume la gestione dei teatri di posa di via Tuscolana, con le realizzazioni scenografiche, la produzione esecutiva e una varietà di servizi essenziali per la realizzazione di opere audiovisive filmiche, televisive, seriali e allo sviluppo dei nuovi media.

Verranno gestite da Luce-Cinecittà anche le attività di Digital Factory, il polo digitale degli Studios, dalla post-produzione al restauro delle opere, fino alla conservazione di produzioni terze. Fanno parte del ‘paniere’ (acquisito) anche tutte le attività legate all’Entertainment, dalle mostre agli eventi, alle visite turistiche, al merchandising.

Ambiziosi i piani di rilancio. Sono previsti due nuovi grandi teatri di posa sulla falsariga del celeberrimo Teatro 5, che fu il regno di Federico Fellini, e un museo super tecnologico per raccontare la meravigliosa storia del cinema romano e italiano. Inoltre, scuole di formazione dedicate ai tanti mestieri del cinema e dell’audiovisivo e un Erasmus per giovani di tutto il mondo.

Come riporta l’agenzia Ansa, “le cifre dell'operazione non sono ancora note, ma sul tavolo del ministro dell'economia, assicurano da Istituto Luce-Cinecittà, è già pronto un piano industriale che punta a fare dei vecchi studi sulla Tuscolana una moderna cittadella del cinema e dell'audiovisivo. Obiettivo, attrarre visitatori e giovani, ma soprattutto, come ai tempi d'oro, le grandi produzioni internazionali”.

È dunque fallita, di fatto, la privatizzazione avviata vent’anni fa, nel 1997, e i mitici studi del cinema romano, diventati Studios sotto la gestione Abete, si preparano ad una nuova vita con un'operazione resa possibile da una norma approvata in Parlamento e sostenuta dal ministro della cultura Franceschini, che ha sottolineato che l'idea, in prospettiva, è quella di coinvolgere anche la Rai.

Istituto Luce-Cinecittà - lo ricordiamo - svolge attività che vanno dal sostegno al cinema italiano alla conservazione dell'Archivio Storico del Luce, dalla produzione di documentari (e non solo) alla gestione dei Fondi Cinema del Mibact. L’idea, con la riunificazione con Cinecittà Studios, è quella di creare un nuovo polo unico che ha l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per tutto il comparto dell'audiovisivo e uno strumento strategico del suo sviluppo.

L'acquisizione di Cinecittà Studios è stata firmata dal presidente di Luce Cinecittà Roberto Cicutto e dal dg di Cinecittà Studios Giuseppe Basso.

Per quel che riguarda l'occupazione, “punto qualificante è la salvaguardia delle professionalità presenti”. Il tutto facendo perno su tre assi strategici, identificati nella “valorizzazione degli spazi a fini culturali” (con la nascita del nuovo museo Miac, la formazione dei giovani e un'area di editoria digitale), i “Servizi per le produzioni audiovisive” e i “Servizi complementari” (tra questi un hub per la creatività e la valorizzazione del marchio).

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