Coliandro torna e piace

E’ stato un successo di ascolti annunciato quello del ritorno dell’Ispettore Coliandro sul piccolo schermo, dopo cinque anni. Con oltre 3,2 milioni di spettatori e il 12.6% di share su Rai2, ha segnato il ritorno del poliziotto più “strano” della Tv italiana, ma premiato dal Siulp come uno dei più verosimili.

L’ispettore Coliandro segna il successo di un personaggio diverso da tutti gli altri investigatori delle serie italiane e straniere, che nasce dalla scrittura di Lucarelli, con regia dei Manetti Bros e dalla buona interpretazione di Giampaolo Morelli (immagine www.rai.tv). Coliandro si mette in luce per simpatia, ma soprattutto per la novità e freschezza del personaggio, nel pubblico giovane e in hi è in cerca di una visione più “leggera” e anticonformista.
Il protagonista della serie, infatti, non ha niente a che fare con i detective di nuova generazione delle serie tedesche, sempre coinvolti in sparatorie e rocamboleschi inseguimenti, per non parlare di quelle americane dove le investigazioni si fanno tutte in laboratori ovattati e futuribili, tra strumenti ad alta tecnologia, esami dna e autopsie.

Coliandro è sul campo, rischia, sbaglia e si trova in situazioni surreali e ridicole. A questo proposito nella prima puntata “Black Mamba” forse hanno un po’ esagerato nella scena in cui la terribile killer, attraente russa alta e bionda, è accolta in casa da Coliandro, che ignora la sua vera identità ed è sempre sensibile alla bellezza femminile: la bionda russa ingaggia una lotta nel bagno dell’investigatore, uccide un uomo spezzandogli il collo, mentre il nostro, preso a fare il caffè, pensa che i versi provenienti dal bagno siano dovuto ad altri motivi. Situazione del tutto surreale, dicevamo, ma uno di quegli elementi che contribuisce a fare di Coliandro un poliziotto simpatico, non un supereroe ma uno come tutti gli altri.

D’altra parte tutto nasce un'idea dei registi di non voler offrire una rappresentazione realistica della realtà. Con un personaggio che è forse un’esasperazione di pregi e difetti comuni (è convinto di essere il migliore, si lamenta, dice le parolacce), facendo aumentare la simpatia nei suoi confronti.

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