Comparse alla ribalta

Dietro ad ogni produzione televisiva e cinematografica c’è un esercito di persone, attori, registi e tecnici. Ma anche comparse, destinate a restare sempre in secondo piano.

Il mondo della Tv e del cinema è fatto di due categorie di persone: gli attori protagonisti e le semplici comparse. Se i primi hanno sempre gli onori della cronaca, per le seconde, invece, è spesso una “vita grama”. Vita da generici dello spettacolo (così vengono inquadrate contrattualmente le comparse), fatta di casting, attese, scene provate e riprovate.
Ma fare la comparsa, se preso nel modo giusto, può anche essere un divertimento che permette di guadagnare in media 60 euro netti a giornata.
A Savona opera da sei anni un'associazione culturale, la Starfilm Liguria, fondata da Giuseppe Ciccone e Francesca Ghigliotti, che fornisce le comparse alle più importanti produzioni televisive e cinematografiche che girano in Piemonte, Lombardia e Liguria. Un esempio? “Sangue pazzo” con Monica Belluci e Luca Zingaretti (tramesso poco più di un mese fa dalla Rai dopo un lungo rinvio e tante polemiche) o il recente film su Renato Vallanzasca, regia di Michele Placido, che verrà presentato al Festival del Cinema di Venezia.
Ma fare la comparsa permette anche a noi giornalisti di vivere una produzione dall'interno. La sottoscritta lo ha fatto per il nuovo film di Checco Zalone (star del piccolo schermo, diventato famoso grazie a' Zelig') che si è finito di girare pochi giorni fa a Milano. Per le comparse savonesi la sveglia è suonata intorno alle 4 del mattino per partire alla volta di Milano ed arrivare puntuali, alle 7, al punto di ritrovo vicino al Teatro Strehler.
La Starfilm Liguria è apprezzata dalle produzioni per la rigorosità e la serietà. Non a caso una delle prime cose che Ciccone e Ghigliotti danno agli associati è il “Decalogo della comparsa”, un foglio con i punti fondamentali da rispettare rigorosamente, come la puntualità, seguire quanto dice il regista, non lanciarsi come avvoltoi sull'attore famoso per chiedere autografi o fare una foto con lui e stare in religioso silenzio quando si gira.
Infatti, al contrario di quello che si potrebbe pensare, un set cinematografico è uno degli ambienti più frequentati, nel quale si muovono decine di persone: parlare significa disturbare e costringere il regista a girare la stessa scena un'infinità di volte.
Alle cinquanta comparse savonesi l'occhio critico degli assistenti alla regia affida subito la parte. Basta uno sguardo per capire l'attore che c'è dentro di noi. Nel mio caso sarò una studentessa d'arte che visita con un gruppo di turisti il museo di cui Checco Zalone è il guardiano e in cui scompare misteriosamente un quadro.
Poi ci sono i carabinieri, la scientifica, i giornalisti e i fotografi. Si gira in uno dei templi dell'arte, la Pinacoteca di Brera, dove si realizzano alcune delle scene clou del film (altre sono state girate in altre zone di Milano).
I gruppi sono formati, le parti assegnate. Non resta che aspettare che gli assistenti del regista Gennaro Nunziante (storico amico di Millecanali, fra l'altro) ci chiamino. L'attesa è lunga e stressante, finalmente dopo quasi due ore tocca a me. Il regista spiega la scena che gireremo: il gruppo di turisti sta visitando il museo mentre la guida illustra i quadri, ma si trova di fronte ad una cornice priva di quadro. La guida inizia a illustrare il dipinto, senza accorgersi della mancanza del quadro, di fronte ad un gruppo di turisti allibiti. Solo dopo qualche minuto chiederà ai turisti il motivo di quelle facce stralunate e si accorgerà della scomparsa del quadro. Dopo di che entrerà in scena il comico, ma si tratterà di un ciak successivo. Si inizia con una scena di prova. Ce ne vorranno sette prima di fare quella perfetta.
Dopo il pranzo, previsto dal contratto, si riprende, fino alle 18 con altre scene all'interno del museo. Con la pancia piena la stanchezza sale lentamente e colpisce indiscriminatamente nei momenti di pausa tra una scena e l'altra. Qualcuno si appisola per terra (i fortunati che hanno a disposizione una poltrona sono pochi) tra i quadri di Burri e le tele squarciate di Fontana, mentre Checco Zalone, nella stanza accanto, prosegue a girare.
Arrivano le 18,30 e la nostra faticosa giornata di comparse finisce. Si riparte subito e non c'è tempo per gli autografi a Checco Zalone, che guadagna l'uscita insieme a noi.

L'immagine è relativa a una foto di gruppo in occasione della 'trasferta' delle comparse liguri a Milano per il nuovo film di Checco Zalone.

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