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Con Palermo si chiude la lunghissima serie degli switch off
04 Luglio 2012
Un interessante, per quanto realisticamente 'inquietante', bilancio è comparso sull'ultimo numero del bollettino della Frt 'Radio & Tv Notizie':
«Si è trattato di un processo lungo, impegnativo e complesso, sia dal punto di vista tecnico-organizzativo che normativo-regolamentare. Per molte tv locali la partita, però, non è finita. Ci sono infatti molte questioni ancora irrisolte che potrebbero produrre effetti destabilizzanti nel prossimo futuro. La questione LCN - che prima della regolamentazione aveva causato enormi danni alle Tv locali - è appesa ad un filo. Gli operatori aspettano di sapere quali saranno le decisioni della giustizia amministrativa. Il rischio è che una sentenza di annullamento della Delibera 366/10/CONS riporti nel caos indistintamente Tv nazionali e Tv locali.
Nelle aree digitalizzate entro il 31/12/2010 bisogna ancora concludere la procedura per il rilascio dei canali della banda 800 MHz, e ciò potrebbe comportare la necessità di rivedere le assegnazioni delle frequenze alle singole emittenti sulla base delle disposizioni previste dalla L.220/2011. In questa sciagurata ipotesi le Tv locali potrebbero subire ulteriori disagi sia economici che tecnici. Per l'emittenza locale il bilancio di questi primi 4 anni è senz'altro negativo. Le scelte politiche del governo e l'inadeguata organizzazione delle istituzioni hanno fortemente - e in alcuni casi irrimediabilmente - penalizzato il settore. Stranamente a pagare il conto più salato sono state soprattutto le imprese televisive locali regionali, quelle più strutturate in termini di organizzazione, dotazione tecnica, dipendenti e qualità editoriale.
Gli elevati esborsi finanziari sostenuti da queste emittenti per l'adeguamento degli impianti unitamente al crollo dei ricavi da raccolta pubblicitaria - paradossalmente in presenza di un aumento generalizzato degli ascolti - ha accentuato la crisi economica innescata dalla congiuntura negativa dei mercati. Negli ultimi mesi il ricorso alle procedure di mobilità e di cassa integrazione è aumentato in modo esponenziale. Per uscire dal tunnel è indispensabile che la politica (purtroppo il momento non è dei migliori) si decida ad affrontare seriamente il problema, avviando un tavolo di confronto per ricercare le giuste soluzioni attraverso il contributo e la condivisione dei soggetti direttamente interessati».
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