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Contribuzione broadcast e Tv, il futuro è positivo

Se siete telespettatori assidui ci sono probabilità che abbiate notato una lenta ma stabile crescita nella frequenza di programmi con presentatori o reporter che trasmettono in diretta da diverse location. Pensate alle news: anzichè avere un presentatore che nello studio semplicemente legge le notizie, sempre di più sono i reporter collegati in diretta, che parlano dal luogo nel quale si svolge la ‘storia’ in questione. Questo è frutto dell’utilizzo sempre più diffuso della contribuzione broadcast, un tempo costosa e laboriosa e oggi molto più economica e semplice

Con il termine ‘contribuzione broadcast’ si indica il processo di trasmissione live da una location esterna. In passato si trattava di un processo molto costoso e laborioso, motivo per il quale lo si limitava alle trasmissioni sportive o alle news. Tuttavia, grazie ai progressi tecnologici, la contribuzione broadcast è diventata più economica e semplice, stimolando un aumento del cosiddetto ‘reporting live’. Con i broadcaster che in tutto il mondo traggono vantaggio dalle nuove opportunità disponibili, non dovrebbe sorprendere che il mercato della contribuzione stia crescendo a un passo rapido: si stima che le vendite di encoder per contribuzione broadcast – l’encoder è uno dei componenti delle reti di contribuzione –  raggiungeranno gli oltre 320 milioni di dollari entro la fine dell’anno e che questo numero è destinato a crescere, dal momento che sempre più aziende includeranno la contribuzione nei flussi di lavoro. Ma perchè esattamente i broadcaster fanno così tanto affidamento sulla contribuzione? Una risposta univoca potrebbe risiedere nel termine “concorrenza”.  Il pubblico ha oggi a disposizione un numero di canali più elevato che mai e ciò significa che ciascuno ha bisogno di distinguersi dagli altri e proporre contenuti riconoscibili come unici di quel canale. Se la contribuzione broadcast è impiegata nel giusto modo, essa può rappresentare un modo efficace per distinguersi rispetto alla concorrenza e per proporre al pubblico qualcosa di unico e godibile: con il giornalista o il reporter sul posto, il programma risulta più coinvolgente per lo spettatore, che può immergersi nella realtà dei fatti e nell’atmosfera.

L’esempio più calzante è quello delle trasmissioni sportive: una partita di calcio, ad esempio, con commentatori a bordo campo pronti a intervistare i protagonisti subito dopo il match (e anche durante, tra un tempo e l’altro, ndr). Non serve dire che la tecnologia usata per la contribuzione broadcast non è nuova: i principali broadcaster la usano da decenni. Tuttavia, allorché le connessioni internet 4G e 5G, più affadibili e veloci, sono diventate più avanzate e disponibili, il processo di contribuzione è diventato più semplice per tutti i broadcaster, grandi e piccoli.

Uno dei dispositivi più importanti per il funzionamento del processo di contribuzione è l’encoder. L’encoder è l’elemento ‘responsabile’ del trasporto dei segnali video e audio dalla fonte originale, della loro compressione a una dimensione che possa essere trasportata più facilmente e della loro trasmissione allo studio televisivo. Spesso, per i broadcaster che gestiscono più studi, l’encoder ha anche la funzione di trasportare i segnali tra i vari siti. Si tratta essenzialmente del componente chiave per assicurare che la trasmissione live sia tanto più ‘live’ possibile. Ovviamente nessuna tecnologia può consegnare un flusso realmente live sugli schermi televisivi – ci sarà sempre un ritardo causato dal processamento, dalla compressione e dal trasporto dei segnali – ma l’encoder può aiutare a mantenere il ritardo al minimo assoluto. Lo fa attraverso la compressione dei segnali puri in qualcosa di molto più piccolo, che significa che la quantità di dati da ritrasmettere allo studio è inferiore e, di conseguenza, lo è verso gli schermi degli utenti.

L’encoder giusto, inoltre, consente ai broadcaster di mantenersi a prova di futuro, un dato molto importante in quanto nuovi codec e formati sono continuamente introdotti sul mercato. Uno dei codec che molti encoder ora supportano è l’HEVC, usato per ottenere una compressione del segnale migliore e più veloce con un’ampiezza di banda inferiore, e che supporta gli ultimi formati televisivi incluso l’HD, l’UHD e l’HDR.  Più l’uso dell’HEVC si espande, più gli encoder rappresenteranno un elemento determinante per i broadcaster.

La contribuzione continuerà ad avere un grande impatto sul settore broadcast. Con il tempo, gli utenti inizieranno ad aspettarsi sempre più reportage live dai loro programmi preferiti e da un punto di vista business la complessiva rete di contribuzione diventerà un fattore critico per avere successo. Se implementata nel modo corretto, i broadcaster potranno continuare a evolversi e a innovare i loro contenuti in modo da soddisfare le esigenze dei consumatori oggi e in futuro.