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CoReCom Calabria: dalla tela all'antenna, il passo è breve
Antonio Franco
26 Gennaio 2012
Quindi, serviva una figura di rilievo e con le adeguate e specifiche competenze nel settore della trasmissione radio-televisiva, che vantasse indubbie esperienze per ciò che riguarda le conoscenze dello spettro delle radiofrequenze. Anche perché, la situazione calabrese, che confina (trasmissivamente parlando) con Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania, non è ovviamente semplice, visto che c'è un numero non indifferente di frequenze utilizzate e un elevato affollamento di Tv locali (anche nelle regioni confinanti).
Ecco quindi che per dare adeguate risposte a queste esigenze, si è pensato bene di dare l'incarico ad Alessandro Manganaro (che siedeva già nel precedente Consiglio del CoReCom), che tra i suoi trascorsi vanta la Direzione dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, affiancato da Gregorio Corigliano (Caporedattore della sede Regionale Rai della Calabria) e Paolo Posteraro (romano e quindi ben aggiornato sulla situazione calabrese). E qui i maligni già avranno pensato: cosa c'entra l'Accademia di Belle Arti, con lo spettro delle radiofrequenze?
Non chiedetelo a me. Sinceramente, per incidenti di percorso, avendo pianificato qualche rete ed avuto a che fare per un po' con antenne e trasmettitori, ma avendo anche frequentato a suo tempo l'Accademia di Belle Arti, e conoscendo quindi gli ambiti culturali dell'uno e dell'altro settore, non ho travato aree di corrispondenza e sovrapposizione. Anzi, fino all'1 gennaio del 2012 pensavo, per quel poco che avevo capito, fossero aree completamente differenti per competenze, know-how e culture. Ma,sarei felice di essere smentito e pronto a dare doveroso diritto di replica.
Nel frattempo, l'avv. Silvia Gulisano (ex Presidente del CoReCom) ha inoltrato due ricorsi al TAR di Reggio Calabria, denunciando numerose violazioni, compresa la mancata presentazione della candidatura del dott. Posteraro, eletto appunto nel Consiglio.
E se (come è già peraltro avvenuto in Campania), uno dei due ricorsi fosse accolto? Probabilmente la Regione Calabria (leggasi i calabresi) sarà costretta a pagare i danni alla dott.ssa Gulisano. Ma, in via conciliatoria, non sarebbe stato più saggio proporre alla dott.ssa Gulisano la Direzione dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria?
E, di nuovo, i malpensanti diranno: ma cosa c'entra un la laurea in legge con l'arte? Sinceramente non lo so; ma almeno, si sarebbe risparmiato l'eventuale rimborso, in caso di vittoria della dott.ssa Gulisano.
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