Corecom Campania: rimossi i membri

Non c’è pace per il Corecom della Campania. Il Consiglio Regionale ha ora proclamato la decadenza dei membri del Corecom presieduto da Gianni Festa e insediato “per ora” una dirigente regionale al suo posto. Proteste e polemiche.

«Il presidente del consiglio regionale della Campania, Paolo Romano - informa il 'bollettino' dell'associazione CNT-Terzo Polo Digitale - ha spodestato i membri del Corecom affidandone la gestione a una funzionaria». Sempre secondo l'associazione, «è il secondo tentativo messo in atto dall'esponente di Palazzo Santa Lucia che, già nel 2010, aveva cercato di rimuovere il consiglio, presieduto dal giornalista Gianni Festa, per insediare un nuovo direttivo. In quella occasione il decreto fu bocciato dal Tar di Salerno e oggi, all'insaputa dell'Ufficio di presidenza della Regione e dei consiglieri stessi, Romano torna alla carica con un nuovo colpo di mano che ha già scatenato una rivolta a Napoli come a Roma.
Soprattutto perché il pronunciamento del tribunale amministrativo sembrava aver messo la parola fine alla querelle: infatti, secondo il dispositivo del Tar, il Corecom avrebbe dovuto restare in carica per la durata della consiliatura regionale. Romano, invece, sostiene esattamente il contrario: ovvero la decadenza dopo cinque anni di mandato.

La decisione “è sostanzialmente politica” - ha tuonato Filippo Lucci, il presidente del coordinamento nazionale Corecom. Che ha inviato una dura lettera a Romano: “Il coordinamento nazionale intende esprimere il proprio disappunto per l'incresciosa situazione venutasi a creare. La decisione, sostanzialmente politica, di esautorare il presidente Festa, rappresenta, come lei ben saprà, il ripetersi di un precedente, già valutato dal sistema giudiziario, che riteniamo attualmente poco opportuno sia nei modi che nei tempi. Non solo la figura di Gianni Festa, rappresenta all'interno del sistema della comunicazione un fulgido esempio di spiccata professionalità di cui tutto il coordinamento ha inteso avvalersi nominandolo tra l'altro come membro dell'esecutivo nazionale, ma la decisione di privare il
Corecom Campania della figura istituzionale di riferimento in questa fase, appare ulteriormente dannosa”.

Poi il nuovo affondo. “Affidare alla dirigente, il compito di gestire le attività del Comitato fino a nuova nomina, impedisce lo svolgersi di importantissime attività, come ad esempio l'approvazione della graduatoria per i contributi alle emittenti radiotelevisive locali - rincara la dose Lucci - la mancata
approvazione da parte del Comitato Campano, inficia l'intero procedimento e dunque impedisce il riparto dei fondi da parte del Ministero alle Tv locali con un danno che, come può immaginare, va a detrimento dell'attività degli altri Corecom ma soprattutto rappresenta un danno economico per l'intero sistema dell'informazione televisiva locale, soprattutto in questo periodo di crisi economica”.
Sulla stessa linea di Lucci anche il segretario generale dell'Agcom, Francesco Sclafani, mentre da diverse parti d'Italia è giunta solidarietà al comitato campano».

Fin qui la protesta dell'associazione. Ma vediamo adesso la versione del Consiglio Regionale della Campania.

«Il Decreto del Presidente del Consiglio Regionale della Campania n. 1 del 9 gennaio 2014 in materia di Comitato Regionale per le Comunicazioni in Campania è una semplice presa d'atto di una pronuncia giurisdizionale e della applicazione delle leggi vigenti. Pertanto, si tratta di un mero atto ricognitivo e non discrezionale, che non ha sancito alcuna 'decadenza' dei componenti del Corecom né tantomeno attuato politiche di spoil system». Così, in una nota, la presidenza del Consiglio regionale della Campania chiarisce la vicenda del Comitato regionale che fa capo all'Agcom.

Nello specifico, la presidenza sottolinea: ''Alla luce della Sentenza del Consiglio di Stato n. 6931/2001, si è preso atto della scadenza del Comitato Regionale delle Comunicazioni della Campania da essa indicata nella data del 26 novembre 2013 e dello spirare, in data 9 gennaio 2014, del termine massimo di prorogatio, fissato in 45 giorni, degli organi amministrativi, previsto dal Decreto Legge 16 maggio 1994 n. 293, convertito con modificazioni dalla Legge 15 luglio 1994 n. 444. Inoltre, al fine di garantire la continuità amministrativa ordinaria dell'Organismo, è stato nominato, a titolo gratuito, un dirigente di ruolo del Consiglio regionale''.

''Anche alla luce di quanto sopra - conclude la nota - il Consiglio Regionale della Campania si attiverà in tempi rapidi per le procedure di propria competenza per l'elezione del nuovo Corecom secondo le leggi e le normative vigenti in materia''.

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