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Una complessa vicenda fra TAR e Regione

Corecom Piemonte: il punto di vista di Delmonaco

Biagio Delmonaco, il ricorrente che ha ottenuto in luglio dal Tar Piemonte la clamorosa ‘destituzione’ del presidente del Corecom Massimo Negarville per ‘mancanza dei requisiti’ per entrare a far parte dell’organismo, ci spiega le sue ragioni.

Mauro Roffi

05 Ottobre 2009

Biagio Delmonaco ci ha inviato una 'sterminata' lettera via mail, di cui forzatamente riportiamo solo alcuni passaggi qui di seguito (ne abbiamo scelto alcuni, ma potremmo anche aver saltato punti importanti; Delmonaco potrà comprendere che non è certo stata una nostra 'volontà di censura'). Ed ecco il suo punto di vista:
«Sono il ricorrente che ha vinto il ricorso che ha azzerato il Corecom del Piemonte. Penso di avere diritto di replica. Intendo quindi precisare alcune questioni sulla notizia da Voi pubblicata. Non sono mai stato dipendente né di Telecom, né di Vodafone. Sono sempre stato dipendente del Ministero delle Comunicazioni, come funzionario addetto, dall'aprile del 1991, al controllo, coordinamento e verifica delle emissioni radioelettriche per Piemonte e Valle d'Aosta. Durante tale periodo ho eseguito varie ordinanze di disattivazione di emittenti non in regola con norme di Legge, tra cui la più clamorosa avvenne nel maggio del 1992, dove in una operazione congiunta del mio ufficio, con l'ausilio della USL 1 di Torino, Usl 19 di Chieri, Carabinieri di Pino Torinese e Vigili del Fuoco (non intervenuti) si sono messi i sigilli a 25 Radio e 8 Televisioni che restarono chiuse una settimana… Fui minacciato di ritorsioni e ne informai l'Ispezione del Ministero, nella persona del capo Ispettore compartimentale dott. Papaleo. Fui denunciato di abusi con una lettera anonima di cui ho certezze sugli autori… Fui estromesso dal Ministero nell'agosto 1994 a seguito del mio arresto e posto in custodia cautelare. Durante la detenzione richiesi di stare in isolamento, poiché visto l'ordine di arresto, individuai subito i denuncianti e dissi al capo dell'ufficio matricola che… erano soggetti provenienti da Gioiosa Ionica e da Locri, notorie cittadine della Calabria con alta densità di soggetti affiliati alla ndrangheta calabrese. Dimesso dal Carcere, feci richiesta di reintegro, che non venne accolta per il diniego posto dal capo di Gabinetto del Ministro, nonostante il Direttore Generale avesse già predisposto il decreto per il reintegro nel dicembre del 1994 e lo avesse avviato al Ministro. Feci ricorso al TAR Piemonte che annullò tutti gli atti della mia estromissione nel 1999, sentenza a cui fecero ricorso al Consiglio di Stato, il quale confermò la sentenza del TAR nel novembre del 2000. Essendo soggetto scomodo per le emittenti e per i Dirigenti del Ministero (sia locali che Ministeriali), nulla accadde, nonostante la notifica delle sentenze. Solo a seguito di atto di precetto, con conseguente pignoramento dei titoli di spesa presso la Banca d'Italia, ebbi giustizia ed il 13 gennaio del 2003 fui reintegrato in servizio… Feci molte relazioni sullo spreco di denaro pubblico, su sanzioni amministrative erogate ma di cui non si incassavano le relative somme se non per una esigua entità (circa 5000 euro su 55.000,00). Ne chiesi le ragioni, per iscritto, senza ottenere risposte. Venni quindi licenziato, in data 29 settembre del 2004, con la scusa di incompatibilità con l'impiego pubblico perché avevo una partita Iva… Ho lavorato per Omnitel da 1996 al 2001… Ho avuto rapporti di consulenza anche con Omnitel, Italtel, Nokia Italia, Ericsson, Lucent, Siemens ecc. (attività che comprovano la mia ampia esperienza nel campo delle TLC)… Tutte queste attività sono state regolarmente comunicate nella mia domanda di partecipazione al bando per la nomina nel CO.RE.COM., senza esito. Escluso dalle nomine, feci richiesta degli atti al presidente del Consiglio, ai sensi della legge 241/90, che accolse la richiesta e, visionati i curriculum di tutti i miei concorrenti, mi rivolsi al mio avvocato per il ricorso, (con) sentenza depositata il 21 luglio 2009. La notizia mi è pervenuta il 23 luglio c.a. alle 8,30 del mattino, mentre i colleghi del Ministero delle comunicazioni, sede di Torino, con me commentavano il mio secondo reintegro, in quella sede, per ordine Giudiziario. Ordine giudiziario avvenuto a seguito del mio ricorso al Tribunale di Torino per il licenziamento con effetto immediato e senza preavviso, avvenuto il 29 settembre 2004. Il Tribunale mi ha dato ragione ordinando con sentenza del dicembre 2005 il reintegro (sentenza immediatamente esecutiva) e nulla è successo fino al ricorso in Appello che il Ministero fece, appello che il Ministero ha nuovamente perso, rinunciando poi alla Cassazione. Divenuta esecutiva la sentenza a fine 2007, procedo con la notifica, senza esito. Ancora una volta non ottemperano ad un ordine giudiziario… Sicuramente sono andato in carcere da innocente, come documentato dalla perizia del consulente del PM, del giugno del 1995… Sicuramente non ho avuto giustizia, come mi aspettavo… Praticamente, due arresti, un grandissimo polverone, senza alcun esito giudiziario, se non lo sconvolgimento di due famiglie, mentre gli anonimi, gli amici degli anonimi, i loro protettori (sono) tutti a piede libero, probabilmente svolgendo gli stessi affari che già svolgevano prima del mio avvento negli uffici del Ministero del Piemonte, e chissà quanti arricchimenti illeciti sono stati favoriti con pratiche di dubbia legittimità… Questo è un pezzo di storia della mia vita, che si aggiunge alla vicenda dell'azzeramento del vertice del Corecom piemontese… … In merito ai curriculum dei candidati riferito al Presidente Negarville i Giudici dicono: … (pag 9 della sentenza, 4.2) "Considerazioni del tutto analoghe devono essere riferite alla posizione del signor Massimo Negarville, il quale, nel curriculum allegato alla nota di presentazione della candidatura, dichiara variegate esperienze professionali (in qualità di docente, dirigente sindacale, educatore, consulente ed esperto nel settore della formazione professionale) accomunate dall'estraneità al settore delle telecomunicazioni". Bene, Negarvile dichiara alla Stampa: ..."E non si può proprio dire che non mi sia mai occupato di comunicazioni. Del resto, il Corecom non è poi questo pullulare di esperti...". I giudici hanno anche analizzato le altre attività di ricerca e studio documentate nel curriculum di Negarvile, dichiarandole “non direttamente collegabili allo specifico settore in cui è chiamato ad operare il Co.Re.Com… Vorrei farvi notare ora come le capacità comunicative di Negarville siano scarse e come lo stesso personaggio (che spesso ha cambiato le sue idee politiche nel passato) dimostri la sua incompetenza: 1) quando parla di comunicazione fa certamente riferimento alla comunicazione sociale, quando esercita la sua professione di docente in Formazione 80, associazione Onlus di cui è Presidente, carica che si è ben guardato dal dichiarare nel suo curriculum… Comunicazione sociale è cosa diversa dalle comunicazioni elettroniche e le telecomunicazioni che ne sono il mezzo, di cui l'Authority si occupa con l'ausilio dei Corecom. L'iniziativa “La buona Tv” non fa parte delle attività del Co.Re.Com., mentre ben si addice a Presidenti di cooperative che si occupano di studi, ricerche e formazione… Sicuramente il Tar sulla mia figura ha dichiarato l'assoluta trasparenza nelle mie attvità (tutte dichiarate nel curriculum) e la correttezza nel dichiararle, respingendo dubbi ed insinuazioni che la difesa della Regione aveva posto… 2) Con la dichiarazione “il Corecom non pullula di esperti” mette in ulteriore difficoltà la Regione, a cui chiede di fare il ricorso al Consiglio di Stato… Praticamente dice: Non sono esperto io, ma nemmeno tutti gli altri. Strano modo di intervenire per un docente che dice di fare comunicazione. Non vorrei essere al posto dei suoi allievi… Grazie per l'ospitalità». Biagio Delmonaco, ricorrente responsabile della sentenza del TAR.

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