Corecom Umbria: Capanna restituisce le deleghe

Drastica decisione del famoso ex leader del ’68 milanese, oggi a capo del Corecom umbro: “La Regione ci nega la possibilità di lavorare. Restituiamo le deleghe all’Agcom”.

Questi il testo diffuso dall'agenzia Asca:

«“La tristezza che questa inadempienza venga da una Regione retta da una maggioranza di centrosinistra rappresenta per me una ferita duplice ed un rammarico triplo”. Non ha nascosto lo sconforto, il presidente del Corecom dell'Umbria, Mario Capanna, nell'annunciare che l'organismo ha rimesso all'Autorità nazionale per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom) le deleghe. Tutte quelle assegnate, ''perche' non spacchettabili'', ovvero quelle inerenti la vigilanza sui codici di autoregolamentazione delle Televisioni locali, il Registro degli operatori delle telecomunicazioni e la conciliazione delle controversie tra utenti e società di telecomunicazione.

Il motivo è l'impossibilità di operare a causa della ''inadeguata dotazione di personale'' nei termini prescritti dalla legge, in particolare nei 30 giorni riguardanti i tentativi di conciliazione ('“che nel 2010 - ha evidenziato - hanno portato alla restituzione ai cittadini umbri di circa 300mila euro”). L'emergenza personale, sollevata dal presidente del Corecom fin dall'atto dell'insediamento, 7 mesi fa e ribadita più volte ai presidenti di Giunta e Consiglio, all'Ufficio di presidenza e alla Prima Commissione di Palazzo Cesaroni, avrebbe dovuto e potuto essere risolta, a suo dire, tramite una reale volontà ed ''in pochi minuti''.

Sono le risposte interlocutorie ottenute o ancor più le mancate risposte da parte di una Regione guidata dal centrosinistra a pesare in negativo, corroborando l'ipotesi di essere considerati una sorta di ente inutile, tanto che Capanna ha evidenziato tutto ciò ''è per me una delusione profonda, mentre ad esempio in Lombardia, a guida centrodestra, Formigoni tiene il Corecom ''come la pupilla dei propri occhi''.

Il presidente, insieme ai componenti del Comitato Matteo Fortunati e Oliviero Faramelli, ha spiegato: ''Il comitato può contare su 4 dipendenti, 1 dirigente ad interim e 4 collaboratori a tempo determinato, una circostanza, questa, che ci mette nelle condizioni di non assolvere, nei termini, ai nostri compiti violando così una precisa disposizione normativa''.

Quella assunta dal Corecom umbro è una decisione inedita nella storia dei Corecom italiani, presa all'unanimità ''con senso di responsabilità di fronte all'irresponsabilità di chi dovrebbe, a norma dell'articolo 26 della legge regionale 3/2000, garantire la dotazione organica necessaria per assolvere all'esercizio delle sue funzioni''.

Tali richieste, tra l'altro, non apparirebbero irragionevoli a fronte di dati ufficiali secondo i quali ''l'Umbria dispone di 15 dipendenti regionali ogni 10mila abitanti, la media nazionale parla di 7,5 - 7,9, in pratica la metà e, nonostante ciò, non è stato possibile reperire le poche unità di personale di cui avremmo bisogno. L'unico segnale positivo è stata la proroga, per 18 mesi, dei contratti degli addetti al monitoraggio''.

La scelta di remissione delle deleghe è stata presa dopo aver valutato l'ipotesi di dimissioni del Comitato. ''Resteremo al nostro posto - ha detto Capanna - perché abbiamo il dubbio che la mancanza di risposte da parte della Regione possa essere finalizzata a farci dimettere. L'Autorità nazionale aprirà ora un'istruttoria.
Staremo a vedere cosa succederà, intanto rimaniamo a disposizione, convinti che la ragionevolezza dovrà vincere''.

Capanna, chiamato a rispondere sul perchè la Regione si stia comportando cos^ (ha detto): ''Entriamo nell'ambito della valutazione politica ma la sensazione e' che il centrosinistra sia ''confuso e debole', penso basti guardare alla vicenda della nomina del consigliere di parità 'regalato' al centrodestra''».

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