Costanzo “entra in carcere”

Dal 3 ottobre su Italia 1 andrà in onda “Altrove”, una striscia quotidiana, stile reality show, dal penitenziario di Viterbo. E il caso finisce in Parlamento.

Maurizio Costanzo annuncia che non si occuperà più "a nessun titolo" di "Buona Domenica" e, dopo un periodo contrastato, trova finalmente un accordo con Mediaset sulla sua collocazione nel palinsesto autunnale.

Il prossimo impegno di Costanzo sarà invece, fra le altre cose, un reality dal carcere di Viterbo, intitolato "Altrove", che farà "entrare" il pubblico nella quotidianità del penitenziario laziale. Il programma sarà una striscia di mezz'ora, trasmessa in seconda serata per tre volte a settimana, con un talk show in seconda serata condotto da Costanzo e dedicato agli incontri tra i detenuti e i parenti.

Per questo programma Costanzo ha dichiarato di avere "lavorato a lungo con Fabio Venditti, per far conoscere senza filtri le persone detenute, ma anche la vita e il lavoro della polizia penitenziaria. Il progetto è stato autorizzato dal Dipartimento degli Affari Penitenziari e sarà curato dal vicecommissario della Polizia Penitenziaria Marco Santoro e dal vice ispettore Vincenzo Lo Cascio.

Un progetto sicuramente nuovo e probabilmente "forte" per i contenuti, tanto che il segretario del Pdci, Oliviero Di liberto, e Silvio Crapolicchio hanno presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia "contro il progetto di Maurizio Costanzo di realizzare, per il palinsesto autunnale di Mediaset, un reality show sui detenuti del carcere".

Diliberto e Crapolicchio chiedono "se sia compatibile con il dettato costituzionale relativo all'esecuzione della pena e temono che vi sia il rischio di violare la riservatezza dei detenuti spettacolarizzando con la formula del reality show la loro vita quotidiana e i loro sentimenti e di banalizzare il lavoro dei detenuti e l'azione di recupero fatta dagli assistenti sociali che lavorano nelle carceri".

Secondo i due parlamentari, è "offensivo verso l'istituzione parlare dell'utilità sociale del carcere attraverso la formula del reality che spettacolarizza e incentiva inadeguate curiosità" e chiedono "in forza di quali requisiti relativi al 'trattamento dei detenuti', il responsabile del Dap abbia affidato l'incarico di curare il progetto proprio al commissario Santoro e al vice ispettore Lo Cascio".

Costanzo ha replicato immediatamente: "Vorrei precisare che la lettura della parola 'reality' non è nell'accezione corrente, come se si parlasse del Grande Fratello. Reality si intende realtà, e cioè documento, documentario che racconta la vita delle persone detenute e quella della polizia penitenziaria. Noi facciamo una trasmissione per capire e per conoscere".

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