Decoder unicoO Ci vediamo il 26 agosto

L’Autorità delle Telecomunicazioni ha concesso una nuova proroga a Stream e Telepiù che hanno la possibilità di “tirar tardi” sulla realizzazione del famoso decoder unico, per la cui introduzione la scadenza fissata era quella del luglio 2000.

Il mancato rispetto di quella data (e anche di altre scadenze successive) aveva portato ad una serie di pesanti multe comminate dall'Authority, pressata anche dal Ministero delle Comunicazioni, e in particolare dal sottosegretario Vita.

Alla fine, dopo molte settimane di tensione, si era arrivati, nei mesi scorsi, ad un accordo fra D+ e Stream, che avevano strappato una deroga fino al 30 aprile 2001, previa tutta una serie di agevolazioni per il pubblico (noleggio gratuito dei decoder ecc.).

L'ultima puntata della vicenda risale a qualche giorno addietro. L'Autorità, nonostante l'ennesimo mancato rispetto della data del 30 aprile per l'arrivo del famoso decoder unico, ha stavolta "assolto" (almeno per adesso) le due tv, senza multarle, in quanto «ragioni tecniche oggettive» hanno impedito il rispetto della scadenza.

Sembra che un colosso mondiale dell'informatica (Compaq) abbia ritardato la consegna di un programma per l'unificazione del linguaggio dei due decodificatori (manca quindi il "cuore" del sistema) e vi siano stati altri "disguidi", con il risultato di non far multare nessuna delle due società.

Nel frattempo sia Tele+ (a Milano) che Stream (a Londra) hanno mostrato a rappresentanti dell'Authority e giornalisti quanto hanno concretamente fatto sul piano tecnico per adempiere all'obbligo di legge.

Tirando le somme, l'Autorità sembra aver accettato (salvo prossimi e pur possibili 'colpi di scena') che le due tv si impegnino a concedere agli abbonati il noleggio gratuito di entrambi i decoder fino appunto al 26 agosto, cioé fino all'avvio del campionato di calcio, altra scadenza-chiave.

Il clima politico, con un Vita che dopo le elezioni non ricoprirà più l'incarico-chiave al Ministero delle Comunicazioni (o in ciò che lo sostituirà, visto che il Ministero verrà accorpato ad altri), ha probabilmente influenzato la decisione della stessa Autorità.

Proprio il pallone, nel frattempo, rimane uno dei temi "caldi": da una parte ci sono le società calcistiche che dovranno trovare nuovi accordi con le pay-tv e che non nuotano certo nell'oro, bensì in 'bilanci a rischio', dall'altra le due piattaforme, in forte deficit, incamminate sulla strada della fusione o almeno di un accordo strategico che metterà in grave difficoltà le squadre.

Alla fine, poi, non sarà possibile, neppure quando arriverà il decoder unico, acquistare la singola partita appunto con un solo decoder, perché i 'linguaggi' della pay-per-view resteranno incompatibili.

In tanta confusione non stupisce certamente che il pubblico abbia clamorosamente rallentato gli abbonamenti alle pay-tv e l'acquisto o noleggio di decoder, con il risultato di far soffrire tutto il settore satellitare italiano.

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