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Decreto Milleproroghe: ulteriori gravi tagli alle Tv locali

Incredibile ma vero: il Governo riesce a colpire ulteriormente il settore delle Tv locali, tagliando con il decreto Milleproroghe altri 45 milioni; colpita anche l’editoria, prorogata al 2012 la convenzione di Radio Radicale. Niente incroci stampa-giornali.

Mauro Roffi

23 Dicembre 2010

Riportiamo l'efficace sintesi con le notizie di queste ore fatta dal collega Marco Mele sul sito del nostro 'Sole 24 Ore':
«Così è, se vi pare. Il milleproroghe "approvato" dal Consiglio dei ministri è un work in progress che muta a ogni ora, sino quando non sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Le trattative sottobanco continueranno sino ad allora. In nome della trasparenza? Per il settore della comunicazione e dell'audiovisivo, per quanto se ne sa al momento, se non è una disfatta, poco ci manca.
Il taglio a editoria e tv locali - Per salvare il cinque per mille, che solo in parte va alla cultura, infatti, nel milleproroghe si sono ridotti di 50 milioni i fondi per il sostegno all'editoria per il 2011, previsti da un provvedimento uscito ieri - sottolineiamo l'ieri - sulla Gazzetta Ufficiale e di 45 milioni i fondi per l'emittenza televisiva locale, che aveva già preso i contributi dell'editoria all'inizio di quest'anno e che sta restando schiacciata da una transizione al digitale terrestre tutta imperniata sulle tv nazionali e sull'asta delle frequenze (assegnate alle tv locali e solo a loro) a favore delle compagnie telefoniche.
Nessun reintegro del Fondo unico per lo spettacolo -
Il cinema e lo spettacolo, a loro volta, sono rimasti di stucco: nessun reintegro per il Fondo unico per lo spettacolo e nessun aumento del biglietto del cinema da un euro. Tale aumento era una sorta di tassa di scopo per finanziare i 90 milioni per gli incentivi fiscali a favore della produzione di film in Italia (non solo di film italiani) e della digitalizzazione delle sale. Gli incentivi fiscali (tax credit e tax shelter) sono stati prorogati solo sino al 30 giugno del prossimo anno - e non per il triennio promesso e richiesto dal settore - e così sono quantomeno inefficaci, dati i tempi richiesti per ideare, preparare, organizzare e portare a termine una produzione audiovisiva e della ricerca dei partner privati.
Stralciata la convenzione con Radio Radicale - Stralciata anche la convenzione con Radio Radicale per il 2012 mentre è confermata la proroga a fine 2012 del divieto di controllare congiuntamente televisione e quotidiani nazionali per chi ha più di una rete televisiva (chi ha interesse, oggi a comprare quotidiani in questa situazione di mercato e di finanziamenti pubblici?)».
Come riporta l'agenzia Agi, dunque il divieto di incroci tra il settore della stampa e quello della Tv durerà fino al 31 dicembre 2012 e si tratta di un punto fermo che finora era stato troppo trascurato. Per tutto il 2012 è prorogata anche la convenzione con Radio Radicale, con un'autorizzazione di spesa pari a 10,2 milioni di euro.
Scandaloso, invece, e non ci pare un aggettivo esagerato, l'ennesimo provvedimento contro le Tv locali, un settore che il Governo ha evidentemente deciso di bastonare “a prescindere”, come si suol dire. Riportiamo il comunicato di protesta della Frt Tv Locali (Maurizio Giunco), che condividiamo integralmente:
«L'On. Lupi l'aveva dichiarato al quotidiano “La Repubblica”: “Sono pronto a negare le risorse previste per le Tv locali”. “Et voilà”, detto e fatto, in un sol colpo il “decreto milleproroghe” ha azzerato 45 milioni di euro destinati dalla legge di stabilità 2011 all'emittenza radiotelevisiva locale, oltre ad ulteriori fondi a sostegno dell'editoria e del digitale terrestre. Senza dubbio questo potrebbe essere il colpo decisivo assestato dal Governo Berlusconi all'emittenza locale che potrebbe portare al definitivo tracollo del comparto già messo a dura prova da una serie di azioni attuate proprio attraverso la Legge di stabilità recentemente approvata dalle Camere. Ricordiamo infatti che questo provvedimento ha previsto la sottrazione alle tv locali di ben nove frequenze (canali da 61 a 69) da destinare alla telefonia mobile, oltre ad una delega in bianco al Ministero dello sviluppo economico al fine di fissare nuovi e pesanti obblighi per gli operatori televisivi locali. Tutto ciò proprio nel momento in cui lo stesso Governo si appresta ad assegnare gratuitamente ad alcune reti nazionali alcune frequenze coordinate del cosiddetto dividendo interno. L'Associazione Tv locali della FRT desidera portare a conoscenza dell'opinione pubblica che il perdurare dell'azione governativa a danno dell'emittenza locale porterà fatalmente ad un inasprimento della crisi del sistema (già avviata con la richiesta di apertura dello stato di crisi del settore nella regione Sardegna) alla perdita di numerosi posti di lavoro oltre che ad una riduzione se non addirittura alla scomparsa della pluralità dell'informazione sul territorio. I cittadini sapranno senza dubbio chi ringraziare».
Dura anche la posizione di Aeranti-Corallo:
«Con il decreto legge Milleproroghe approvato dal Consiglio dei Ministri, il Governo ha soppresso lo stanziamento di 45 milioni di euro introdotto qualche giorno fa dalla legge di Stabilità 2011 riducendo così in modo rilevante il fondo relativo alle misure di sostegno per le radio e le tv locali. In relazione a ciò, l'avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti - Corallo, l'associazione di categoria che rappresenta oltre 300 imprese televisive locali e circa 700 imprese radiofoniche locali ha dichiarato: "È gravissimo che il Governo, dopo la soppressione delle provvidenze editoria, ora abbia soppresso anche la reintegrazione delle misure di sostegno che rimangono, quindi, operative per importi molto limitati. Tale provvedimento - ha aggiunto Rossignoli - incide profondamente sulla capacità imprenditoriale delle emittenti locali, già provate dalla crisi del mercato pubblicitario e impegnate nella realizzazione di rilevanti investimenti per la transizione al digitale. In un contesto in cui l'Agcom ha previsto l'assegnazione a titolo gratuito di sei frequenze televisive per la diffusione a carattere nazionale (c.d. "beauty contest") - ha proseguito Rossignoli - le misure governative nei confronti delle emittenti locali appaiono assolutamente ingiustificabili. Tali misure, infatti, avranno come conseguenza un ulteriore ridimensionamento dell'emittenza locale, con evidenti ricadute sul pluralismo e la concorrenza, nonché sull'occupazione del settore. Occorre - ha concluso Rossignoli - che il Governo prenda coscienza del ruolo che l'emittenza locale ha per l'informazione sul territorio e riveda immediatamente la propria inaccettabile scelta”».

Tag: News, Tv locali

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